Le proteste del sindacato e dei lavoratori sono andate a segno: il Ministero dell’Istruzione fa un passo indietro, blocca i viaggi della speranza – come erano stati ribattezzati dalla Cisl Scuola di Modena e Reggio – e si impegna a riorganizzare gli esami per il personale Ata, evitando l’esodo di 665 professionisti modenesi sballottati da Forlì a Ravenna per sostenere una prova al computer.
In molti casi raggiungere le destinazioni assegnate sarebbe stato il vero esame, tra centinaia di chilometri da percorrere a spese proprie, treni assenti, sveglie all’alba e il rischio di una paralisi per molte scuole che sarebbero rimaste senza personale.
Carmelo Randazzo, leader di Cisl Scuola Emilia Centrale esulta e attacca: “Siamo intervenuti subito con forza e il caos è stato evitato. Il Ministero ora promette sedi d’esame vicine, laboratori adeguati, attenzione ai territori. La prova sarà riprogrammata dopo le festività e noi saremo a lì a controllare che non si penalizzino i lavoratori e le scuole. Resta una sola domanda: era evidente sin dal primo momento che il sistema non avrebbe retto. Come è stato possibile immaginare di spedire un modenese a Rimini e un riminese a Modena? Non serviva un algoritmo: bastava una cartina”.
Per Randazzo deve far riflettere “un sistema scolastico che a livello regionale pretende efficienza digitale, ma si inceppa sull’abc dell’organizzazione di un esame. Un segnale d’allarme che non può essere archiviato come un semplice errore di calendario. Il rinvio mostra, infatti, una verità scomoda: se oggi si possono rivedere sedi e criteri, allora si poteva farlo anche prima. E questo certifica che il valore attribuito al personale Ata non era considerato abbastanza alto da meritare, da subito, una gestione degna”.
ORA ESAMI A MODENA
Cisl Scuola chiede ora che la sede d’esame sia a Modena per i professionisti Ata in servizio nelle nostre scuole. “Non stiamo chiedendo un favore. Bensì questo è l’unico modo per permettere alle scuole di funzionare e a quasi 700 Ata modenesi di poter partecipare ad una prova che migliorerà la loro condizione economica – incalza Randazzo –. L’Ufficio Scolastico Regionale dovrebbe sapere che nelle scuole la coperta è corta: un collaboratore in meno significa sorveglianza da riorganizzare, un tecnico assente può bloccare un laboratorio, un amministrativo costretto a perdere una giornata rallenta uffici già sotto pressione. Allora, Ministero e provveditorati ora dimostrino di aver compreso la lezione, facciano la scelta giusta per dare valore a chi la scuola la fa e la vive ogni giorno, spesso senza essere visto”, chiosa il sindacalista Cisl Scuola.


