“Testimoniò con la sua scelta di non arruolarsi nella Repubblica di Salò, mettendo a rischio la propria vita, che era possibile rifiutare la dittatura nazi-fascista. Per lui libertà e democrazia, sono state le cifre distintive di una lunga vita”.
Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, ricordando Otello Dalla Casa scomparso oggi all’età di 101 anni.
Soldato del 63esimo reggimento Fanteria, fu catturato il 10 settembre 1943, due giorni dopo l’armistizio, e condotto in un campo di concentramento di Grünhain in Germania dove vi rimase fino al luglio 1945, essendosi rifiutato di arruolarsi nella fila della Repubblica di Salò. Era medaglia d’oro al valore della Repubblica.
“Ha dedicato parte della sua vita a incontrare studentesse e studenti per raccontare, nell’ambito di progetti didattici di memoria storica, la sua esperienza nel lager nazista. Il suo grande impegno resterà una guida per tutti noi- aggiungono de Pascale e Allegni-. A lui e al suo esempio va, anche a nome della Giunta, la nostra profonda gratitudine e ai suoi cari l’abbraccio di tutta la comunità emiliano-romagnola”.
Il cordoglio del sindaco Matteo Lepore
“Bologna piange Otello Dalla Casa. Con lui scompare uno degli ultimi testimoni di una delle pagine più buie dell’Europa e del nostro Paese. La sua scelta di non arruolarsi nella Repubblica di Salò, a costo di rimanere dal settembre del 1943 al luglio 1945 nel campo di concentramento di Grünhain in Germania, è rimasto un esempio nella storia del movimento contro la dittatura nazi-fascista. Così come il suo impegno, negli anni successivi, nel trasmettere la sua esperienza nel lager nazista ai ragazzi delle scuole.
Il cordoglio mio e dell’Amministrazione comunale alla famiglia e a chi, insieme a lui, ha condiviso in questi anni l’impegno per mantenere viva la memoria dell’orrore nazi-fascista.”









