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Dal 17 al 31 maggio il Festival di teatro contemporaneo ‘Confini’

Sei spettacoli (tra cui tre importanti debutti, due nazionali e uno modenese), e due laboratori di incontro e di ricerca. Dal 17 al 31 maggio, quasi tutte le sere, va in scena la nona edizione di “Confini”, rassegna organizzata da TIR Danza con il sostegno del Comune e della Provincia di Modena, dei Comuni di Bomporto e di Fiorano Modenese e della Regione Emilia Romagna. Le “anteprime di primavera” dell’edizione 2008 avranno luogo presso The House – Casa delle Arti in viale Buon Pastore 57.

Alcuni degli spettacoli (come Hey, Jax! e Dukkha) in calendario in queste anteprime di primavera (la rassegna di teatro contemporaneo proseguirà tra settembre e fine novembre) hanno già partecipato come Work in Progress nel novembre 2007 alla rassegna “Cattivi Maestri”: in questo modo il pubblico potrà vedere i cambiamenti operati sui diversi spettacoli in corso d’opera.

Spettacoli
Si parte sabato 17 alle ore 21.15 (con replica alla stessa ora di domenica 18) con Jekyll e Hyde secondo ludovico van di e con Adriano Montorsi e Daniele Paganelli della Compagnia Ludovico Van, al pianoforte Marcello Credi. Lo spettacolo, che debutta a Modena, è nato dalle idee sviluppate per gli studi di Purtroppo sono nato scaleno, contatti, rivissuti attraverso tecnica personale, di classici come Amleto o Macbeth, bruciati per essere inalati. Da alcuni anni gli studi di Ludovico Van sono improntati all’analisi delle tematiche legate al doppio, ai limiti (espressivi ed esperienziali), ai linguaggi con particolare attenzione alla cultura mass-mediatica, alla reazione voce-corpo e corpo-voce, il movimento del corpo in parallelo al movimento vocale. Il doppio è qui vedere e non vedere.
Lunedì 19 alle 21.15 (con replica martedì 20 alla stessa ora) è la volta di Hey, Jax! Aiace – Partitura scenica per Tecmessa e Atena di e con Pierr Nosari e Riccardo Palmieri, Compagnie V.d.A Teatro e Acidi Alteri, disegno spazio e luci V.d.A. Teatro e Acidi Alteri. Prima nazionale, il progetto nasce dalla rielaborazione del mito di Aiace e si concentra sulla figura di Tecmessa donna dell’eroe. Il mito, inteso come archetipo, diviene pretesto e motivazione latente per nutrire tematiche e contenuti che appartengono all’uomo contemporaneo quali l’abbandono, la crepuscolarità della ragione e l’assoluta mancanza di credo in un destino profondo. Il lavoro trova le sue radici nelle tematiche care a Camus, Steinbeck, e Dylan Thomas pur dichiarando all’apparenza di appartenere alla categoria della semplice rielaborazione classica.
Mercoledì 21 alle ore 21.15 (con replica giovedì 22 alla stessa ora), la Compagnia Effetto Larsen porta in scena Dukkha – Azione privata di e con Matteo Lanfranchi, suono Roberto Rettura, organizzazione Elisabetta Donà. Altra prima nazionale, il progetto di Matteo Lanfranchi in collaborazione con Nandhan Molinaro trae ispirazione dal racconto di Ian McEwan Conversazione con l’uomo nell’armadio. In particolare del racconto rimane un luogo, una stanza, eletta a “contenitore” dello spettacolo. In questa il protagonista, un uomo senza nome, ha passato tutta la sua esistenza. Tra i pochi elementi scenografici che definiscono i confini di questo piccolo universo si assiste ai tentativi di comunicazione di qualcuno che comunicare non sa, perché è sempre stato chiuso in un posto lontano dal mondo. Del testo restano solo pochi brani. I nodi principali di questa vita claustrofobica vengono tradotti da parola in azione, andando ad indagare quello che sulla pagina non è scritto.
Venerdì 23 alle ore 21.15 (con repliche alla stessa ora di sabato 24 e domenica 25) la Compagnia Eccentrici Dadarò porta in scena Un soggetto per un breve racconto con Rossella Rapisarda per la regia di Fabrizio Visconti, collaborazione alla drammaturgia di Bruno Stori. Lo spettacolo è stato in semifinale al Premio Scenario 06, e ha partecipato al Festival Ubusettete 07 a Roma e al Festival Cattivi Maestri 07 a Modena. “Un soggetto per un breve racconto…”: così Trigorin definisce Nina nel Gabbiano di Cechov. Nina in questo spettacolo diviene una sorta di specchio, perché quella di Nina è la storia di tutti, almeno di tutti quelli che fanno i conti con i propri orizzonti. Un monologo forse per due, un’attrice monologante e un’ombra, un fantasma, un personaggio… Ma a volte, in teatro, i personaggi sono fantasmi più vivi e più veri d’ogni cosa viva e vera… E così il percorso dell’attrice attraversa, incrocia, affianca quello di Nina, se non altro nelle domande, nelle incertezze di quella stessa scelta di vita.
Mercoledì 28 alle ore 21.15 (con replica giovedì 29 alla stessa ora), il Progetto Claudio Barni – Valentino Tamponi arriva con Non bussare, attendere di essere chiamati con testi di Claudio Barni e musiche di Valentino Tamponi. Il monologo inizia con la premessa che l’indole umana porta spesso l’ingegno a superarsi nelle arti della guerra noncurante della sofferenza umana. Avido e bramoso l’uomo troppo spesso dimentica il senso di appartenenza alla specie, appagando la sua sete di potere con il dolore e le disgrazie dei suoi simili. La chitarra di Valentino e la voce narrante di Claudio tracciano un percorso introspettivo attraverso le paure dell’essere umano e i suoi risvolti, in un viaggio accattivante alla ricerca di un risultato certo: l’Uomo. Unico e imprescindibile padrone della propria vita.
“Confini 2008 – Anteprime di primavera” si chiude venerdì 30 alle ore 21.15 (con replica sabato 31 alla stessa ora) con Flipside – Primo studio dedicato a Milano della Compagnia ESPZ, interpreti Anton Berman, Antonella Marra, Nandhan Molinaro, Claudia Pintus, Elisa Zucchelli, coreografie Nandhan Molinaro ed Elisa Zucchetti, suono Anton Barman. Con flipside si intende il retro di un disco ed anche, in senso figurato, il lato meno evidente delle cose, della realtà. Negli Usa la parola viene usata nell’espressione See You on the Flipside intendendo con flipside un luogo altro, sconosciuto, invisibile, forse, alla luce del sole. Il lavoro di ESPZ ha tratto ispirazione dal concetto di cambiamento prospettico intrinsecamente suggerito dalla parola. Milano, città disordinatamente dinamica dove i membri della compagnia hanno abitato, è stata fonte d’ispirazione, come anche il lavoro dell’illustratore Istvan Banjai, il cui libro “Dall’altra parte” mostra attraverso un semplice principio grafico di cambiamento di prospettiva, una immensa varietà di “visioni”.
Laboratori
Due i laboratori in cantiere. Il primo si terrà dal 20 al 22 maggio dalle ore 14 alle ore 20 sempre presso The House – Casa delle Arti: condotto da Matteo Lanfranchi e Roberto Rettura della Compagnia Effetto Larsen, ha per titolo “Spazio, Corpo, Composizione”.
Il secondo, in programma dal 22 al 25 maggio stesso luogo stessi orari, è condotto da Fabrizio Visconti (regista della Compagnia Eccentrici Dadarò) ed è intitolato “Cantiere Gabbiano”, laboratorio/incontro con Il Gabbiano di Anton Cechov.
I laboratori, destinati a professionisti e giovani artisti, sono comunque aperti a chiunque sia interessato a parteciparvi. Seguono le dinamiche di scambio artistico e i principi che sono contenuti e scopi del festival di teatro contemporaneo Confini escludendo così la selezione su curriculum. I laboratori sono aperti a un numero minimo di 8 partecipanti e ad un massimo di 14.

Per info, prenotazioni e costi dei biglietti e dei laboratori: TIR Danza, telefono 059/303696, e-mail, Tir Danza.

















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