Sono state 1.636 le assemblee svolte nei luoghi di lavoro, nei circoli e nelle leghe e diverse decine di migliaia i lavoratori e pensionati coinvolti nella grande campagna informativa di Cgil, Cisl e Uil (che si conclude in questi giorni) per illustrare l’Accordo Governo-parti sociali del 23 luglio su welfare-lavoro-pensioni.
Da domani, lunedì 8 ottobre, e per i giorni di martedì 9 ottobre e mercoledì 10 ottobre, seggi aperti nelle aziende e in varie sedi territoriali in tutti i comuni della provincia per il referendum sull’Accordo.
Cgil, Cisl e Uil modenesi contano di portare al voto migliaia di lavoratori e pensionati confermando e possibilmente superando la partecipazione al
referendum del 1995 sulla riforma Dini (104.000 votanti).
I Sindacati continuano ad invitare anche in queste ore lavoratori e pensionati ad andare a votare e ad esprimersi per il SÌ, legittimando con
una grande partecipazione democratica “un accordo che non chiede sacrifici ma dà, e che migliora le condizioni per molte categorie sociali, giovani, donne, lavoratori, pensionati e precari”.
Seggi e modalità voto
Possono votare tutti, lavoratori iscritti e non iscritti, italiani e stranieri, lavoratori precari (interinali, collaboratori continuativi e a
progetto, tempi determinati e stagionali), in mobilità e in cassa integrazione, pensionati.
Saranno oltre mille i seggi aperti nei tre giorni – da lunedì 8 ottobre a sino alle ore 14 di mercoledì 10 ottobre. Si vota nei seggi aziendali e
interaziendali, oppure nei seggi territoriali allestiti a Modena città e nei Comuni della provincia presso le sedi sindacali e le leghe pensionati, ma anche presso circoli, circoscrizioni e polisportive.
Per informazioni sul seggio territoriale più vicino, rivolgersi alle sedi sindacali di Cgil, Cisl e Uil, oppure consultare i siti Internet
Cgil Modena, Cisl Modena o inviare una e-mail.
I seggi sono reperibili anche alla pagina 440 del Televideo di Teleradiocittà/Telemodena.
A garanzia di trasparenza e certificazione del voto, chi vota fuori dai seggi aziendali è tenuto a esibire l’ultima busta paga, oppure
l’attestazione di disoccupazione o il libretto di pensione. Il voto è infatti segreto e certificato.
Appello per il si
Cgil, Cisl, Uil invitano a votare SÌ all’accordo che, per la prima volta dopo tanti anni, comincia ad affrontare urgenti questioni sociali, dalle
misure per i giovani, alla rivalutazione delle pensioni basse, al miglioramento degli ammortizzatori sociali, all’aumento delle indennità di
disoccupazione, realizzando una proficua solidarietà fra generazioni.
L’accordo prevede il superamento dello scalone previsto dalla Legge
“Maroni” (legge 243/04), con la definizione di nuove regole per l’accesso alla pensione di anzianità e la conferma dell’età di pensionamento di vecchiaia per le donne a 60 anni. Chi fa lavori usuranti potrà accedere alla pensione di anzianità con un requisito anagrafico ridotto di tre anni,
rispetto ai requisiti generali. É stata evitata l’applicazione automatica, da subito, dei nuovi
coefficienti di trasformazione (richiesti dall’Unione Europea) per il calcolo delle pensioni contributive, mentre la revisione dei coefficienti
viene affidata ad una Commissione entro il 2010 che dovrà tener conto, fra gli altri fattori, anche delle aspettative di vita legate al tipo di
lavoro. Importanti le misure per i giovani, dalla totalizzazione dei contributi pensionistici (possibilità di sommare i contributi versati in
diverse gestioni pensionistiche) al riscatto agevolato della laurea. Importanti novità anche per i lavoratori precari e discontinui (sia giovani
che ultracinquantenni disoccupati) sul versante degli ammortizzatori sociali con una maggior copertura dell’indennità di disoccupazione
ordinaria e a requisiti ridotti, e la copertura figurativa dei periodi di disoccupazione calcolata sull’ultima busta paga. Un’operazione che mira a
garantire pensioni più alte ai lavoratori discontinui per un costo di 700 milioni di euro l’anno.
Non vanno infine dimenticate le nuove misure a sostegno della competitività e della contrattazione di secondo livello e per la detassazione dei premi
di risultato.


