Il 17 febbraio scorso, i Carabinieri dei Nuclei Operativi e Radiomobili delle Compagnie di Sassuolo e di Modena hanno tratto in arresto in flagranza di reato un uomo di 33 anni ed una donna di 29 anni, entrambi originari della provincia di Napoli, gravemente indiziati dei reati, commessi in concorso tra loro, di tentata truffa aggravata e tentata rapina impropria ai danni di un uomo, di 62 anni, con disabilità. Il primo è responsabile anche del reato di resistenza a pubblico ufficiale.
L’attività d’indagine è originata da diverse segnalazioni pervenute sulla presenza di truffatori che stavano agendo quel giorno sul territorio, mediante il solito modus operandi del finto “Maresciallo dei Carabinieri”.
La fulminea rapida analisi della vicenda e la predisposizione di un immediato ed efficace servizio di monitoraggio permettevano ai Carabinieri di individuare la coppia, a bordo di un’autovettura.
Dalla ricostruzione, il 62enne, residente in una frazione di Montebonello nel Comune di Pavullo, era stato contattato telefonicamente da un uomo, qualificatosi come appartenente all’Arma dei Carabinieri, il quale sosteneva che l’autovettura della persona offesa era stata da poco utilizzata per commettere una rapina in danno di una gioielleria, invitandolo pertanto a pesare l’oro custodito in casa per un imminente confronto, con quello oggetto della presunta rapina, effettuato da un suo “collaboratore” che stava raggiungendo l’abitazione.
La vittima, indotta in errore, preparava monili in oro per un valore complessivo di 14.000,00 euro circa, disponendoli, come da disposizioni ricevute, in un sacchetto in attesa dell’arrivo del “Carabiniere”.
Mediante il pedinamento dell’autovettura, i Carabinieri constatavano l’arrivo presso l’abitazione della vittima. L’indagato si introduceva in casa, mentre la complice donna restava alla guida del veicolo con funzione di palo pronta alla fuga.
L’intervento immediato dei Carabinieri consentiva di sorprendere nella flagranza del reato i due indagati prima che i monili in oro venissero prelevati. Nella circostanza l’indagato reagiva con violenza aggredendo uno dei due Carabinieri nel tentativo di fuggire.
Atteso che la donna arrestata risultava incensurata e madre di due figli minori in tenera età, la Procura, doverosamente, ne disponeva l’immediata liberazione per procedere separatamente nei confronti della stessa per concorso nel delitto di tentata truffa aggravata. Per l’uomo indagato veniva avanzata richiesta di convalida dell’arresto e di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.
All’esito dell’udienza di convalida, svoltasi nella giornata di ieri, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena, convalidava l’arresto dell’uomo disponendo la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato.
Si rammenta che le persone sottoposte ad indagini devono considerarsi presunte innocenti fino a sentenza irrevocabile di condanna.


