I Carabinieri delle Stazioni di Modena viale Tassoni e di Castelnuovo Rangone hanno eseguito oggi un‘ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena, su richiesta della Procura della Repubblica. La misura cautelare prevede l‘allontanamento dall’abitazione familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa. Tale provvedimento riguarda un uomo di 44 anni, gravemente sospettato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti della compagna convivente e della figlia minorenne.
L‘indagine ha avuto inizio in seguito alla segnalazione dell’accesso della donna, nella notte del 15 agosto 2025, al Pronto Soccorso dell‘Ospedale Policlinico di Modena, dove si era recata dopo essere stata vittima di violenza da parte del compagno. Le dichiarazioni della vittima rese alla Polizia, unite a registrazioni audio effettuate dalla stessa, al referto medico che attestava le lesioni subite, e alle relazioni cliniche relative alle terapie psicologiche necessarie, hanno evidenziato un grave e inquietante quadro di violenza domestica in corso dal 2019.
Le vessazioni del presunto colpevole si sarebbero protratte nel tempo ed estese alla figlia minorenne. Di particolare importanza ai fini dell‘inchiesta sono risultate le videoregistrazioni effettuate dalla denunciante, che hanno evidenziato la sofferenza della figlia minore intervenuta per soccorrere la madre durante le ripetute aggressioni verbali dell‘uomo. L‘indagato è accusato nello specifico di molteplici episodi di violenza fisica, tra cui percosse, schiaffi e comportamenti intimidatori, oltre ad aver sottratto il telefono cellulare della vittima per monitorare messaggi e contatti. Questi atti sarebbero stati accompagnati da gravi offese degradanti e minacce ripetute.
Il Giudice, ritenendo il rischio concreto di reiterazione dei reati simili e considerando inadeguate misure meno restrittive, ha disposto l’allontanamento dell‘indagato dall‘abitazione familiare, imponendo il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittime con un margine di distanza minimo di 1000 metri. È stato inoltre stabilito l’utilizzo del braccialetto elettronico per verificare il rispetto delle restrizioni.
Resta sottolineato che l‘indagato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.


