“Il male è. Non è una forma, non è uno zoppo. Non è un gobbo. Il male è vita. Il male è natura. Il male è divinità. Il nostro intento è quello di provare ad andare oltre l’esteriorità del male cercando di percepirne l’incanto”. Con queste parole il regista Antonio Latella presenta il ‘Riccardo III’ che andrà in scena dal 30 gennaio al 1° febbraio al Teatro Duse di Bologna (ore 21, domenica ore 16), con Vinicio Marchioni nel ruolo del protagonista.
Interrogandosi sull’ “alibi di deformità”, Latella ricorda che “il Bardo ne aveva bisogno per giustificare al pubblico, in qualche modo, tutte le malefatte del protagonista. Difatti utilizzò un corpo maschera”. Oggi, invece, in alcuni paesi ‘Riccardo III’ viene escluso dai cartelloni per il timore che possa offendere chi convive con una disabilità fisica. “Argomento delicato – sottolinea il regista – in questi tempi, in cui il politically correct, nel bene e nel male, rischia di diventare censura che muta l’originalità delle opere decontestualizzandole dal periodo storico a cui appartengono”.
Ma Latella va oltre. “A noi – spiega – interessa la forza della parola, la seduzione della parola, e, perché no, la scorrettezza della parola. Il male che mi interessa è nella bellezza, non nella disarmonia. Il male è il giardino dell’Eden. Una bellezza accecante che pretende un ritorno al figurativo. Una bellezza opulenta e ingannatrice, fatta di relazioni pericolose, di giochi di seduzione continui. E, in questo, Riccardo III è il maggiore dei maestri. La sua battaglia non è per la corona, non è per l’ascesa al trono, ma è per la sottomissione del femminile, quando è proprio il femminile che gli darà scacco matto”.
Quanto alla versione italiana, la traduzione di Federico Bellini “mi permette inizialmente di giocare con tempi e andamenti ritmici quasi da commedia, direi wildiana, in una pennellata che rimanda all’Inghilterra Vittoriana” prosegue Latella, che aggiunge “ci siamo presi il lusso, studiando i personaggi del testo, di ampliarne uno già esistente, chiamandolo Custode, apparentemente un servitore del male e di Riccardo III, che, con l’andare della narrazione, si scoprirà essere in realtà al servizio della bellezza del luogo; un custode che vuole garantire la sopravvivenza del giardino dell’Eden e per questo è pronto a tutto”.
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