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Confagricoltura Bologna: “Bene le proposte dell’assessore Ara per valorizzare le produzioni locali. Pronti a collaborare ad un progetto più ampio”

Guglielmo Garagnani, presidente Confagricoltura Bologna

Un’agricoltura di nuovo protagonista del territorio bolognese per offrire frutta e verdura locale, di qualità e sostenibile, in un’ottica di salvaguardia della biodiversità e di valorizzazione delle eccellenze produttive nostrane.

Alcune delle priorità segnalate più volte da Confagricoltura Bologna trovano ora un importante riscontro da parte dell’Amministrazione comunale felsinea, e in particolare dall’assessore Daniele Ara con delega all’Agricoltura.

“Ben vengano le aperture dell’assessore Ara. Finalmente la politica bolognese si accorge del ruolo fondamentale del settore primario dopo che, negli ultimi 30 anni, abbiamo osservato cattive politiche nazionali e locali che ci hanno a lungo penalizzato” – commenta Guglielmo Garagnani, presidente di Confagricoltura Bologna -. Nel nostro documento programmatico ‘In campis vita’ realizzato in occasione delle elezioni amministrative, avevamo più volte sottolineato quanto fosse importante che ristoranti e locali bolognesi valorizzassero maggiormente le produzioni locali, dal vino alla frutta passando per salumi e prodotti lattiero-caseari. Va in questa direzione la proposta dell’assessore Ara di realizzare una piattaforma logistica al Caab per rifornire la filiera del consumo fuori-casa; siamo pronti a sederci attorno ad un tavolo per darne attuazione, consapevoli che sia necessario organizzare una risposta strutturata da parte del mondo agricolo ad una domanda di prodotti che può riguardare anche importanti quantitativi”.

L’aumento dei costi delle materie prime, del carburante, di fertilizzanti e concimi – inasprito maggiormente dal conflitto in Ucraina – sta mettendo in forte difficoltà gli imprenditori agricoli bolognesi, alle prese anche con la siccità che impoverisce i terreni e incrementa i costi di produzione per la necessaria irrigazione. Proprio per questo Confagricoltura Bologna auspica una maggiore attenzione da parte delle Istituzioni locali.

“I 25mila pasti al giorno serviti nelle scuole bolognesi rappresentano un’altra opportunità molto importante per valorizzare le produzioni dei nostri agricoltori – aggiunge Garagnani – ma serve un progetto condiviso, di cui il Comune e la Città Metropolitana possono essere i capofila, per fare incontrare le diverse filiere, in questo caso ristorazione collettiva e aziende agricole. È fondamentale  anche ragionare nuovamente sui vincoli urbanistici, che in molteplici occasioni hanno frenato le nostre attività produttive, special modo in collina – spesso invasa da una densità troppo elevata di ungulati, su cui si potrebbe ragionare per un progetto di carni selvatiche che dia un ritorno all’agricoltore. Serve quindi una riflessione sui disposti urbanistici previsti nel PTM e nel PUG del Comune di Bologna per coniugare la rivitalizzazione delle imprese agricole e le dotazioni aziendali. La mortificazione imprenditoriale delle aziende del territorio (soprattutto collinare) è frutto di una visione vincolistica che ne ha deteriorato le qualità produttive, marginalizzandole fino a determinarne la scomparsa. Se l’intenzione è quella di invertire la rotta, urge un approccio più ampio che evada dalle semplici enunciazioni e che si concretizzi in un nuovo progetto a favore di queste piccole ma vicine realtà aziendali”.

“Ci aspettiamo – sottolinea il presidente di Confagricoltura Bologna – che anche nelle politiche turistiche l’agricoltura possa avere un ruolo da protagonista, promuovendo pacchetti in grado di unire la visita alle bellezze della nostra città e dei nostri borghi ad attività esperienziali in agriturismi, fattorie didattiche, cantine vitivinicole, caseifici e in tutte quelle aziende agricole che possono raccontare un pezzo del nostro territorio”.

“Cogliamo con favore le proposte e le aperture dell’assessore Ara – conclude Garagnani – fiduciosi che alle dichiarazioni di intenti possano seguire progetti concreti, nella consapevolezza che la valorizzazione dell’agricoltura locale debba necessariamente passare dal coinvolgimento e dalla condivisione delle politiche con gli imprenditori agricoli e le loro rappresentanze. Troppo spesso tutto questo non è accaduto, ma siamo pronti a cogliere al balzo questo annunciato cambio di rotta”.

 
















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