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Certificazioni di imprese, piccole e grandi, e liberi professionisti, boom di richieste: già raggiunta quota 400 domande

Si è chiuso in anticipo, con il raggiungimento delle 400 domande previste, il bando 2026 promosso dalla Regione Emilia-Romagna per accompagnare le micro, piccole e medie imprese e i liberi professionisti ad attivare dei progetti finalizzati a pianificare ed ottenere una o più certificazioni di processo, servizio, sistemi di gestione aziendale. Iniziativa che ha dimostrato di intercettare una domanda reale, la prima di questo tipo in Emilia-Romagna, che si inserisce nel quadro del Programma regionale Fesr 2021-2027, in coerenza con la priorità ‘Ricerca, innovazione e competitività’, pensata per accompagnare i percorsi di innovazione e consolidamento delle attività economiche del territorio.

Le risorse a disposizione, 3 milioni di euro, serviranno ad accompagnare crescita e qualificazione in ambiti sempre più strategici: organizzazione, innovazione, sostenibilità, cybersecurity e posizionamento competitivo. Il bando era rivolto a imprese e soggetti economici iscritti al Rea (Repertorio economico amministrativo) e a liberi professionisti. Per accedere alla misura, i richiedenti dovevano risultare attivi, regolarmente costituiti e disporre di una sede o unità locale in Emilia-Romagna.

“Si tratta di un importante strumento di politica industriale con cui la Regione investe nella competitività del sistema produttivo- spiega il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Grazie alla certificazione si rafforza anche il rapporto col credito finanziario ma soprattutto le imprese di filiera possono qualificarsi in rete con i grandi driver internazionali. Da una prima analisi si nota che i progetti si inseriscono nelle traiettorie prioritarie previste dalla ‘Strategia regionale di specializzazione intelligente’, tra cui il digitale, lo sviluppo della manifattura avanzata, la transizione ecologica e l’efficientamento energetico. Anche la sostenibilità ambientale- aggiunge- è un tratto presente nelle progettualità proposte, che emerge come elemento qualificante, integrata nella strategia industriale e leva per la competitività. E ci attendiamo interventi che riguardino sia benefici operativi che miglioramenti strutturali e duraturi, in termini di capacità organizzativa e di posizionamento competitivo, anche a livello internazionale”.

Il maggiore interesse arriva dalle imprese, mentre l’adesione dei liberi professionisti risulta minore e riferita a realtà organizzative complesse come gli studi associati o società di servizi e con esigenze assimilabili a quelle delle aziende. Per quanto riguarda i settori, gli interventi proposti si concentrano nei comparti ad alta intensità tecnologica e organizzativa, quali l’Ict ed il digitale avanzato (software, cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale), la manifattura avanzata e la meccatronica, l’automotive e l’aerospace, le costruzioni e l’impiantistica specializzata, il biomedicale e le life sciences, i servizi specializzati alle imprese. E in misura selettiva, l’agroalimentare ed il food processing.

L’investimento complessivo delle domande presentate ammonta a 9.491.147 euro. L’analisi mostra un quadro composto soprattutto da progetti strutturati e di sistema, spesso di importo elevato. Accanto a questi, è presente una quota leggermente più ampia di progetti finalizzati alla prima strutturazione organizzativa dei processi produttivi, con importi medi più contenuti.

Sempre dalle domande presentate risulta che le PMI manifatturiere concentrano gli investimenti su schemi legati alla gestione della qualità, alla qualificazione ambientale dei processi, alla sicurezza dei luoghi di lavoro, alla gestione dell’energia, mentre le imprese Ict privilegiano le certificazioni per la sicurezza delle informazioni e la governance digitale, anche integrate con sistemi di gestione della qualità. Le imprese dei servizi e del terziario avanzato adottano combinazioni che includono qualità, responsabilità sociale e le dimensioni sottostanti i criteri Esg.

La metà circa delle 400 domande risulta presentata da soggetti economici quasi equamente localizzati nell’area metropolitana di Bologna e nella provincia di Modena. La restante parte fa riferimento a realtà imprenditoriali situate, nell’ordine, nelle province di Reggio Emilia, Forlì-Cesena, Parma, Piacenza, Ferrara e Rimini.

Per quanto riguarda la forma giuridica, prevalgono nettamente le società di capitali (358), seguite da società cooperative (23) e società di persone (13). Sono presenti anche fondazioni (2), imprenditori individuali non agricoli (1), liberi professionisti (1), privati (1) e società consortili (1).

Dalle linee di progetto emerge che la maggior parte degli interventi unisce consulenza professionale specialistica e percorso di certificazione. L’approccio punta a una trasformazione strutturale dell’organizzazione: la certificazione non è più vista come un adempimento una tantum, ma come una componente stabile dei sistemi e dell’assetto organizzativo. In questo passaggio la consulenza specialistica è centrale, perché supporta la riorganizzazione dei processi e l’introduzione di sistemi di gestione più strutturati.

Con la conclusione della fase di presentazione delle domande, si avvia ora l’iter istruttorio dei progetti che porterà alla concessione della quota di contributo secondo le modalità previste dal bando.

















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