
“I numeri sono ancora una volta impietosi: a Modena e provincia nel 2025 sono aumentati morti sul lavoro e infortuni. Tredici persone, tredici lavoratori non hanno fatto più ritorno a casa e questo deve spingere tutti, il sindacato non smetterà di dirlo mai, a fare di più. Migliorando gli strumenti di prevenzione ma anche usando, fino in fondo, le leve che già ci sono”.
Così Domenico Chiatto, segretario generale aggiunto di Cisl Emilia Centrale con delega alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, commenta i dati Inail 2025 su infortuni e morti nel territorio modenese.
“Modena non può permettersi di abituarsi: dietro ogni denuncia e dietro ogni vita spezzata c’è un lavoro che non è stato abbastanza sicuro. Per mille ragioni che vanno dalla mancanza di strumenti di protezione al loro mancato utilizzo. La risposta sta nella cultura della prevenzione”.
I NUMERI
Nel 2025 gli infortuni mortali passano da 12 a 13 (+8,3%), mentre a livello regionale il dato segna un -4,2%. Tra le province, Modena è la peggiore dopo Forlì-Cesena (+112,5%), Ravenna e Reggio Emilia (+12,5%). Sette morti sono avvenuti sul luogo di lavoro, tre su strada durante il servizio, tre in itinere. Crescono le denunce di infortunio: 14.823 nel 2025 contro 14.623 nel 2024 (+1,4%), superando il dato regionale (+1,3%). Male il manifatturiero con 3.491 infortuni (+4,2%), le costruzioni (+5,1%) e l’ambito sanitario (+4,6%). Segnale positivo dall’agricoltura, con infortuni in calo del 19,4%.
MALATTIE PROFESSIONALI
Le malattie professionali denunciate calano dell’11,22%: 783 nel 2025 contro 882 nel 2024. Ma sarebbe un errore leggerlo con sollievo. Il sistema di monitoraggio non sempre associa la malattia alla causa professionale, e guardando dentro i numeri emergono segnali preoccupanti. Aumentano i casi di mesotelioma, il tumore legato all’amianto: 10 contro 9 (+11,11%). Crollano i tumori maligni dell’apparato respiratorio (-75%), ma salgono al +200% i tumori maligni della cute, riconducibili all’esposizione solare prolungata tipica di agricoltura ed edilizia. Dato che riflette anche l’intensificazione dell’attività di ricerca del Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (Spsal) di Ausl. Calano del 51,39% le patologie dell’udito. Resta molto alto il numero delle patologie muscolo-scheletriche: 593 casi, in lieve calo dai 626 del 2024.
IL RUOLO CHIAVE DEGLI RLS AZIENDALI E TERRITORIALI
Per Cisl Emilia Centrale non bastano gli appelli rituali: serve un’assunzione di responsabilità collettiva. Chiatto individua in particolare negli Rlst (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale, attivi nelle piccole e medie imprese) uno strumento decisivo e ancora sottoutilizzato. Operano senza costi aggiuntivi per le imprese e senza poteri sanzionatori, affiancando le pmi nell’individuare le falle nei sistemi di tutela. Sono figure formate con esperienza e competenza, eppure la diffidenza nei loro confronti resta alta.
Cisl raccomanda anche lo screening gratuito schierato dal piano regionale di prevenzione ( i piani mirati ) tramite lo Spsal di Ausl: sono meno di cinque le pmi modenesi che hanno aderito nell’edilizia e nei settori con macchine utensili. In agricoltura il numero è appena superiore. Così non va bene. “Occorre rimboccarsi le maniche e che a Modena questo esercizio di prevenzione coinvolga tutti, in un’alleanza più forte. Seguiremo con interesse il rinnovo degli Rlst, confidando che le pmi colgano l’opportunità di rafforzare la collaborazione con queste figure”, conclude Chiatto.


