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Italcer Group protagonista dell’eco-innovazione italiana

Inserita nel rapporto Symbola-Unioncamere tra i leader green nei settori “hard to abate”

Graziano Verdi, CEO di Italcer

Italcer, gruppo italiano di riferimento nella ceramica di alta gamma, ha partecipato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presentazione del rapporto “Competitivi perché sostenibili. Geografia dell’eco-innovazione made in Italy”, promosso da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne e di DINTEC – Consorzio per l’innovazione tecnologica.

I lavori sono stati introdotti da Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola, e Giuseppe Tripoli, segretario generale Unioncamere, alla presenza dell’architetto Domenico Sturabotti direttore di Symbola Fondazione per le Qualità Italiane. I dati del rapporto sono stati presentati da Antonio Romeo, dirigente Area Innovazione e Digitale Unioncamere, con le conclusioni del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Il rapporto analizza l’eco-innovazione italiana attraverso lo studio dei brevetti green, evidenziando settori e territori dove la sostenibilità si concentra con forza. I dati confermano l’Italia tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti ambientali e diffusione tra le imprese, legando sostenibilità e competitività del Made in Italy. Le domande di brevetto green in Italia sono aumentate significativamente del 55,6% dal 2016 al 2024, evidenziando un crescente impegno verso la sostenibilità. ​

Italcer, società Benefit partecipata dai fondi Mindful Capital Partners, Miura Partners e Capital Dynamics, è citata tra le 10 migliori aziende green per il suo brevetto rivoluzionario, che trasforma le emissioni di un settore “hard to abate” come la ceramica, con forni ad altissime temperature e consumi energetici elevati, in nuove materie prime ad alto valore aggiunto. Italcer si posiziona così come potenziale player tecnologico nella decarbonizzazione industriale.

La tecnologia che Italcer ha sviluppato e brevettato è capace non solo di abbattere completamente le emissioni dei propri stabilimenti, ma anche di trasformarle in nuova materia prima a elevato valore aggiunto, generando nuove opportunità di mercato e un vantaggio competitivo significativo.

Un’innovazione unica a livello internazionale, sostenuta dall’UE con oltre 4 milioni di euro, che apre a licenze per settori come vetro, laterizi, edilizia e automotive. Questa tecnologia cattura e converte i gas di scarico (CO2 e altri composti) in carbonato di calcio precipitato (PCC) per l’industria farmaceutica e cosmetica, nitrato di calcio utile per i fertilizzanti, solfito di calcio per l’industria alimentare e gesso. Prodotto “a chilometro zero” senza costi di trasporto, il processo elimina totalmente le emissioni, recupera 2.000 litri/ora di acqua e 750 kW termici/ora di calore, reintegrandoli nel ciclo produttivo.

Con il primo impianto, se i test di laboratorio saranno confermati, Italcer genererà circa 10.000 tonnellate annue di materie prime seconde, evitando oltre 5.000 tonnellate di CO2, con prospettive di 100 milioni di euro di ricavi aggiuntivi.

Graziano Verdi, CEO di Italcer spiega: “Questa tecnologia rappresenta la concretizzazione di una strategia di lungo periodo che Italcer ha adottato da anni, pienamente coerente con la nostra mission di produrre ceramica di alta gamma in modo sostenibile e innovativo. Non si tratta di una risposta reattiva alle normative, fra l’altro fin troppo stringenti rispetto all’utilizzo di gas naturale che ad oggi rimane l’unica soluzione possibile, ma di un impegno strutturale per trasformare le sfide ambientali in opportunità competitive, creando valore per l’azienda, i nostri stakeholder e l’intero ecosistema industriale”.

















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