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La medicina di precisione non è più una prospettiva futura, ma una realtà che sta trasformando la pratica clinica

Venerdì 6 febbraio, presso il Centro Servizi del Policlinico di Modena, si terrà un evento sulla 'Medicina di Precisione a Unimore'

Dalle malattie metaboliche e rare all’imaging avanzato, dalle tecnologie emergenti alle terapie personalizzate: la medicina di precisione non è più una prospettiva futura, ma una realtà che sta trasformando la pratica clinica. Venerdì 6 febbraio, presso l’Aula Magna del Centro Servizi del Policlinico di Modena, si terrà un evento sulla Medicina di Precisione a Unimore, promosso dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia nell’ambito del Partenariato Esteso HEAL ITALIA, finanziato dal Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) grazie ai fondi dell’Unione Europea – NextGenerationEU.

La giornata rappresenta un momento di confronto tra istituzioni, centri clinici e di ricerca e rappresentanti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, con l’obiettivo di fare il punto sui più recenti sviluppi della medicina di precisione in ambito diagnostico, terapeutico e tecnologico.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto HEAL ITALIA – Health Extended Alliance for Innovative Therapies, Advanced Lab-research and Integrated Approaches of Precision Medicine, coordinato in collaborazione con l’Ateneo di Palermo, all’interno una delle principali reti nazionali dedicate alla ricerca e innovazione nel campo della medicina personalizzata.

La giornata sarà aperta dalla Rettrice Unimore Rita Cucchiara, con il Rettore Unipa Massimo Midiri, la Direttrice Generale della Fondazione Heal Italia Laura Leonardis, il Direttore dell’Aou di Modena Luca Baldino e i responsabili del progetto Prof. Massimo Dominici e Prof. Carlo Bortolotti.

Nel corso della mattinata si terranno sessioni dedicate ai principali filoni di innovazione: dalle nuove metodologie per le malattie metaboliche e rare, allo sviluppo di biomarcatori omici e tecnologie di imaging avanzato per steatosi epatica e altre patologie critiche.

Il Prof. Massimo Dominici, Docente di Oncologia, responsabile scientifico per Unimore per la componente biomedica e coordinatore nazionale dello Steering Committee di HEAL ITALIA, afferma: “HEAL ITALIA è una eccezionale opportunità per mettere a sistema competenze multidisciplinari e tecnologie all’avanguardia del nostro Ateneo posizionandolo in una rete Nazionale. Il progetto promuove l’integrazione tra scienza di base, ricerca traslazionale e applicazione clinica, con impatti attesi in aree cruciali come oncologia, malattie rare ed endorcino/metaboliche. È essenziale che il territorio e le istituzioni scientifiche ed i nostri ospedali (Azienda Ospedaliera Universitaria/ASL) collaborino per trasformare conoscenze in salute per la comunità”.

La parte centrale della giornata sarà dedicata alle tecnologie emergenti, con interventi su sensori avanzati, nano- e biomateriali, radiomica, intelligenza artificiale e realtà aumentata applicata alla chirurgia di precisione, nonché a modelli predittivi per diagnosi e terapia personalizzata.

Il Prof. Carlo Augusto Bortolotti, Docente di Chimica e Fisica e responsabile scientifico per Unimore per le tecnologie avanzate, evidenzia: “La medicina di precisione si basa sull’integrazione di dati clinici, biologici e tecnologici. In questa prospettiva, il progetto HEAL sta rappresentando uno strumento chiave per lo sviluppo di dispositivi e piattaforme tecnologiche per tradurre l’innovazione scientifica in strumenti utilizzabili nella pratica clinica quotidiana”.

Nel pomeriggio, l’attenzione si concentrerà sulle frontiere della medicina oncologica di precisione, con approfondimenti su immunoterapie, terapie cellulari e geniche, nonché sull’uso delle vescicole extracellulari per diagnosi precoce e monitoraggio di malattie complesse.

L’evento si configura come un’occasione di confronto pubblico e istituzionale, aperto ai principali attori del sistema salute e innovazione, con l’obiettivo di consolidare le reti di ricerca, promuovere la collaborazione interdisciplinare e favorire l’adozione di soluzioni basate sull’evidenza nella pratica clinica.

















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