Una prima serie di cantieri da oltre 1 milione di euro, già affidati e che partiranno a breve, con l’obiettivo in particolare di aumentare la capacità di deflusso del torrente Zena. E nei prossimi mesi, un secondo intervento analogo in fase di progettazione, del valore di 1,1 milioni, per la messa in sicurezza di Botteghino di Zocca.
Prende forma la strategia per la riduzione del rischio idraulico in Val di Zena, l’area alle porte di Bologna pesantemente colpita dalle ondate di maltempo degli ultimi anni. Le opere, finanziate dalla Regione con fondi Fesr, valgono complessivamente circa 2,2 milioni di euro.
Il punto è stato fatto oggi a Botteghino di Zocca, nel corso di un’assemblea pubblica, con il presidente della Regione, Michele de Pascale, la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, e il commissario straordinario alla ricostruzione, Fabrizio Curcio. Presenti anche il sindaco di Pianoro, Luca Vecchiettini, la sindaca di San Lazzaro di Savena, Marilena Pillati, il vicecommissario alla ricostruzione, Gianluca Loffredo, il docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Stefano Orlandini, il segretario generale facente funzioni dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po (AdBPo), Andrea Colombo, e i dirigenti dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile e del settore Difesa del suolo.
“Alla Val di Zena dedicammo uno dei primi sopralluoghi a pochi giorni dal mio insediamento in Regione- ha ricordato de Pascale-, oggi siamo qui a presentare alcuni interventi concreti per far fronte all’emergenza che si vive in questo territorio, dove la gente ha comprensibilmente paura ogni volta che viene diramata un’allerta. Le opere di cui stiamo parlando non sono isolate, ma fanno parte di una strategia più ampia di riduzione del rischio idraulico lungo l’intera asta del torrente: il riferimento principale è la Variante al Piano stralcio per l’assetto idrogeologico, il Pai Po, ora pubblicata dall’Autorità di Bacino, che sarà finanziato con gli strumenti straordinari, fra i quali quello previsto dal decreto 65”.
“Stanno per partire lavori fondamentali per queste comunità- ha commentato la sottosegretaria Rontini-, è necessario intervenire per ridurre la pericolosità nelle zone residenziali di Botteghino di Zocca e in generale di tutta la Val di Zena. La messa in sicurezza di quest’area era ed è una delle priorità che il presidente de Pascale e la Giunta hanno indicato a inizio mandato. Ogni opera, lo voglio ricordare, viene condivisa con gli amministratori locali, con i quali c’è un confronto continuo”.
“La ricostruzione è un processo condiviso tra tutti gli enti coinvolti. Ognuno deve fare la propria parte: la struttura commissariale coordina le attività connesse con la realizzazione delle opere urgenti nell’ambito delle competenze assegnate dalla legge, supportando le amministrazioni territoriali, che hanno la conoscenza diretta del proprio territorio, nelle attività di competenza: valutazione del rischio, di pianificazione territoriale e di mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico- ha dichiarato il commissario Curcio, che ha poi precisato: “Questo percorso si svolge insieme alle comunità. Per questo gli incontri come quello di questa sera in Val di Zena sono essenziali per dare risposte concrete ai cittadini, che possono nascere solo dal dialogo con chi vive questi territori ogni giorno”.
“La presenza delle autorità e dei tecnici sul territorio della Val di Zena è un segnale importante per una comunità così segnata dalle alluvioni- ha sottolineato il sindaco Vecchiettini-. L’augurio è che si possano dare ai nostri cittadini risposte certe sui lavori che vadano ad aumentare il livello di sicurezza e fornire chiarimenti su tanti aspetti che riguardano la Variante del Pai e la programmazione del futuro della vallata. La cittadinanza merita di avere consapevolezza sulla programmazione degli interventi e su quanto si sta facendo, per questo ringraziamo per aver accolto il nostro invito ad organizzare questa assemblea pubblica”.
“Il nostro territorio vive una situazione sempre molto a rischio- ha ricordato la sindaca Pillati-, siamo consapevoli del fatto che non possiamo essere tranquilli. Il giorno di Natale e quello della vigilia siamo stati in ansia, gli interventi già realizzati hanno avuto un effetto importante, ma serve ancora di più per proteggere questa valle”.
Durante l’assemblea è stato ribadito come entrambi gli interventi – sia quello già affidato, sia quello in fase di progettazione – siano frutto di un’attività di coordinamento tecnico che ha coinvolto l’Autorità distrettuale di Bacino del fiume Po, la Città Metropolitana di Bologna, l’Università di Modena e Reggio Emilia, la Regione Emilia-Romagna, oltre ai Comuni di Pianoro (Bo) e San Lazzaro di Savena (Bo). Le opere previste sono pienamente coerenti con gli studi prodotti dall’Ateneo modenese nell’ambito di una convenzione specifica, e si inseriscono in una strategia di ampio respiro, volta a garantire la sicurezza dell’intera vallata.
Gli interventi
È già stato affidato e partirà a breve il primo intervento, da 1 milione 50mila euro, a Botteghino di Zocca: nel tratto a monte del ponte di via Volontari del Sangue, sulla destra idraulica, è previsto un risezionamento per una lunghezza complessiva di circa 200 metri. L’obiettivo principale è incrementare la capacità della sezione di deflusso del torrente, arretrando la scarpata d’alveo fino a un massimo di 13 metri rispetto all’attuale configurazione. Analogamente, a valle dello stesso ponte e sempre sulla destra idraulica, è previsto un ulteriore risezionamento per un’estensione di circa 200 metri mediante l’abbassamento del piano golenale che si trova all’interno del meandro delineato dal torrente Zena. In quest’intervento verrà realizzata una prima scarpata con un’altezza approssimativa di 1 metro rispetto al fondo dell’alveo, seguita da un ampio piano golenale e da una successiva scarpata di raccordo con il “piano campagna” (cioè il livello naturale del terreno) esistente. Contestualmente al risezionamento del tratto a valle, si procederà alla demolizione della passerella pedonale attualmente presente che – secondo quanto emerso dagli studi idraulici – presenta una quota di intradosso inferiore ai livelli di sicurezza richiesti per il transito delle piene. Attraverso quest’intervento, si punta non solo a incrementare la capacità di invaso, ma anche a contenere i fenomeni erosivi riscontrati sulla sponda sinistra.
Per ottimizzare il deflusso delle acque in prossimità del ponte di via Volontari del Sangue, il progetto prevede un intervento di rimozione dei sedimenti che si sono accumulati nell’alveo, in modo da favorire la regolare circolazione idraulica. Parallelamente, è previsto il rivestimento delle scarpate adiacenti alle spalle del ponte mediante la realizzazione di scogliere in massi ciclopici: verrà garantita così una maggiore stabilità delle sponde e la protezione delle infrastrutture esistenti.
Sul lato sinistro idraulico, dove sono stati riscontrati episodi di erosione delle sponde, si procederà al prolungamento delle scogliere già presenti, estendendole lungo i tratti più vulnerabili per assicurare una continuità strutturale che possa contrastare efficacemente l’azione erosiva delle acque, specialmente durante le fasi di piena. Inoltre, sempre sulla sinistra idraulica, è programmata la realizzazione di due nuovi pennelli integrativi, che andranno a completare e potenziare quelli già esistenti. Queste strutture, disposte trasversalmente rispetto all’asse del corso d’acqua, avranno la funzione di deviare e rallentare la corrente, favorendo la deposizione controllata dei sedimenti e contribuendo alla stabilizzazione e la rinaturalizzazione delle sponde.
Il secondo intervento, in fase di progettazione, dal valore di 1 milione 100mila euro, interesserà sempre Botteghino e prevederà l’aumento delle sezioni idrauliche del torrente all’altezza del paese, mediante svasi.
Altre opere sullo Zena
Sono già stati realizzati – o in corso – altri 4 cantieri di somma urgenza per un totale di oltre 5 milioni di euro. Il primo, da 1,3 milioni, si è concluso a febbraio 2024 e ha riguardato la messa in sicurezza dello Zena e del Rio Laurenzano a Botteghino di Zocca; il secondo (attivato a settembre 2024 e in corso di completamento), del valore di 1,25 milioni, riguarda l’officiosità idraulica dello Zena tra Pianoro e San Lazzaro; il terzo, attivato a ottobre scorso e in via di ultimazione, prevede uno stanziamento di 1,08 milioni di euro per la manutenzione ordinaria della rete idrografica e il taglio della vegetazione su Idice e Sillaro. Infine il quarto, in corso, riguarda lo Zena nel territorio di San Lazzaro, con un finanziamento di 1,45 milioni di euro.


