“Il Tar conferma quello che CNA aveva sostenuto fin dall’entrata in vigore di Città 30 ovvero che il limite di velocità dei 30 all’ora va adottato in alcune tipologie di strada dove il rallentamento è assolutamente necessario: davanti a ospedali, scuole, asili e strutture simili. Averlo esteso a intere zone della città, aveva visto CNA e le sue imprese contrarie. Ci auguriamo che il Comune ascolti le ragioni delle associazioni e delle loro imprese, auspichiamo una maggiore condivisione sulle scelte, anche per evitare futuri ed ulteriori ricorsi. CNA come sempre è disponibile a dialogare con l’Amministrazione”.
E’ il commento di Salvatore Vrenna, Presidente CNA Area Bologna Città, all’indomani del pronunciamento del Tar (Tribunale amministrativo regionale) dell’Emilia Romagna con cui ha accolto il ricorso contro la delibera del Comune di Bologna che nel 2024 istituiva la “Città 30”.
“CNA dunque – conclude Salvatore Vrenna – si richiama al documento condiviso con le altre associazioni di categoria in cui si ragiona di Città 30 per alcune strade e non per intere zone della città”.
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“Basta contrapposizioni politiche. Si lavori per il bene della città”. Questa l’esortazione che Confesercenti Bologna rivolge all’Amministrazione comunale e alle forze politiche che operano sotto le Due Torri, all’indomani del pronunciamento del Tar (Tribunale amministrativo regionale) dell’Emilia Romagna con cui ha accolto il ricorso contro la delibera del Comune di Bologna che nel 2024 istituiva la “Città 30” e alla luce delle contromisure adottate e annunciate dallo stesso Comune nella giornata di oggi.
“Più che un provvedimento diffuso su tutte le strade della città – precisano i vertici provinciali di Confesercenti – ribadiamo che servono scelte mirate e condivise e che si intervenga sulle zone più critiche e vulnerabili. Come, ad esempio, è stato fatto in centro storico o in corrispondenza di scuole, ospedali e luoghi sensibili”.
Confesercenti è aperta al dialogo con l’Amministrazione comunale. “Il nostro auspicio – ribadiscono in via Del Commercio Associato 30 – è che il Sindaco Matteo Lepore, vista la sua volontà di proseguire sul progetto Città 30, ascolti maggiormente e coinvolga nelle scelte le Associazioni di Categoria che da sempre sono attente ai problemi del territorio e della città”.
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“La sentenza del TAR dell’Emilia-Romagna non deve azzerare una misura che va nella giusta direzione e che Bologna ha adottato da due anni con il modello città 30. Una rivoluzione che si sta diffondendo in altre città italiane, a partire da Roma e Milano, anche sulla scia delle tante sorelle europee già da anni stanno dando il buon esempio”, dichiarano il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, il presidente di Legambiente Davide Ferraresi e Claudio Dellucca, presidente del Circolo Legambiente Bologna. “A fronte di una diminuzione significativa, anche se non ancora soddisfacente e stabile di incidenti, feriti e morti sulle strade, collegabile all’introduzione del provvedimento da parte del Comune di Bologna, possiamo dire che le misure per la città a 30 km/h abbiano contributo ad aumentare la sicurezza degli utenti della strada. Per questo esprimiamo il nostro sostengo all’amministrazione comunale nel portare avanti un provvedimento importante e innovativo per la città e per la sicurezza dei cittadini”.
“Alla luce di questi primi due anni di applicazione – continua Legambiente – occorre ripartire dalla necessità di irrobustire il progetto Città 30, a cominciare dall’assetto delle strade, dalla messa in sicurezza delle aree più critiche e da controlli più efficaci. In questa fase – in attesa dell’eventuale ricorso al Consiglio di Stato e della riformulazione delle motivazioni del provvedimento da parte della Giunta, occorre che i cittadini divengano i veri protagonisti della sicurezza sulle strade, dando di fatto continuità alla Città 30”.
Negli ultimi anni, ricorda Legambiente, più volte sono state diffuse anche fake news sul limite dei 30km/h e sul modello Città 30, cercando di contrastare un provvedimento efficace ed importante. Non è vero, infatti, che andare a 30 km/h o a 50 km/h è la stessa cosa in termini di sicurezza stradale, la scienza ci dice ben altro. Non è vero che con la città 30 i problemi, soprattutto per i lavoratori, rischiano di essere superiori ai benefici per la sicurezza stradale. Non è vero che a 30 km/h si impiega più tempo a spostarsi e che si inquina di più.


