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Modena: Marie Curie raccontata da un docente di fisica

Un docente dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, il prof Stefano Ossicini, ordinario alla Facoltà di Ingegneria di Reggio Emilia e direttore del Centro Interdipartimentale En&Tech, rivela una inaspettata passione per il teatro unita alla sua tradizionale vocazione per la fisica, cui ha dedicato la sua vita di ricerca e insegnamento accademici.

Il prof. Ossicini, si è peritato ora in una piece teatrale “Non ho nulla da rimproverarmi. Stoccolma e dintorni 1911”, prodotto e diretto dal Teatro dell’Otium di Bologna, dedicato alla figura di Marie Curie, ricercatrice geniale, riferimento attuale per tanti scienziati e donna, innovatrice anche nei costumi e nel suo rapporto con la società, che sarà rappresentato per la prima volta assoluta venerdì 10 giugno 2011 alle ore 21.00 presso il Teatro Cittadella (Piazza Cittadella, 11 ingresso 10 euro) a Modena.

La opera teatrale – realizzata anche nell’ambito di FareFisica 2011, College estivo di Fisica della Materia promosso dal Dipartimento di Fisica dell’Ateneo emiliano – sarà presentata e discussa durante un’iniziativa pubblica intitolata “Marie Curie, Hertha Ayrton e le altre”, organizzata per lunedì 6 giugno 2011 alle ore 17.00 presso l’Aula G del Dipartimento di Fisica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

Nell’occasione l’autore del testo, il prof. Ossicini, si confronterà con la prof. Elisa Molinari, docente di Fisica della Materia dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia e Direttrice del Centro S3 – Istituto Nanoscienze del Cnr di Modena.

Lo spettacolo racconta un pezzetto della vita di Marie Curie. E’ il 1911, Marie Curie, accusata per la storia d’amore con il fisico Paul Langevin, è costretta a fuggire e a nascondersi. Sta per essere espulsa dalla Francia, il suo secondo premio Nobel è a rischio, e le viene chiesto di rinunciarvi. Resisterà assieme alla figlia Irene e andrà a Stoccolma a ritirare il premio, per poi rifugiarsi a Londra dalla sua migliore amica, la scienziata Hertha Ayrton, dirigente del movimento delle suffragette, allora nel suo momento più caldo. Una storia vera, dove si mescolano personale, amore per la ricerca e impegno sociale.

“Lo spettacolo – ha dichiarato il prof. Stefano Ossicini – vuole guardare alla figura di Marie Curie, nel centenario del suo Nobel per la Chimica, non solo come ad una grande scienziata, ma come ad una donna capace di mettere in piedi una rete di relazioni professionali e una rete di affetti importanti per la sua vita e la sua carriera; una donna pronta ad utilizzare la sua autorevolezza per rendere possibile ad altre ricercatrici il raggiungimento dei loro sogni”.

















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