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Verso la nuova legge quadro regionale della Cultura, prosegue il percorso partecipato e condiviso con i territori e con gli operatori

Inaugurato dal primo forum che ha riunito i 330 assessori alla Cultura dei Comuni dell’Emilia-Romagna, prosegue il percorso partecipato della Regione con l’obiettivo di approvare, entro fine anno, la prima legge quadro sulla Cultura.

Obiettivo, dare nuovo slancio alla mappa della cultura regionale partendo dal valore concreto dei luoghi e delle esperienze: biblioteche, teatri, musei, giardini storici, case museo e spazi pubblici, chiamati a diventare sempre più centri di partecipazione, socialità e rigenerazione urbana a base culturale.

Un’idea di cultura ampia e dinamica che intende rafforzare lo spettacolo dal vivo, il cinema, la musica e la danza, sostenere la filiera del libro e dell’editoria regionale e investire nella promozione della lettura. Accanto a questo, si intende consolidare l’impegno sulla memoria del Novecento, estendendo lo sguardo anche al XIX secolo, con particolare attenzione al Risorgimento e alla nascita del Tricolore, riconosciuti come radici profonde della democrazia italiana.

Queste le direttrici lungo cui si sviluppa il percorso verso la nuova legge quadro, articolato in una serie di incontri progressivi e strutturati. Avviato il 26 febbraio con il primo Forum degli assessori comunali, il confronto è proseguito con la cabina di regia dell’hub cultura e creatività, poi con le associazioni di categoria, i sindacati, il Terzo settore e con le realtà dello spettacolo dal vivo. Prossime tappe: l’8 aprile con due sessioni dedicate a musei e biblioteche; il 9 aprile con gli istituti storici, il 5 maggio, con il cinema e gli enti partecipati. Il percorso si concluderà con un nuovo Forum degli assessori, momento di sintesi di un lavoro condiviso che tiene insieme territori e visione strategica.

“Un processo partecipativo con cui vogliamo trasformare la pluralità delle voci in una sintesi alta e condivisa all’altezza delle sfide contemporanee- sottolinea l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, promotrice dell’iter legislativo-. Questo percorso nasce dalla volontà di costruire insieme alle protagoniste e ai protagonisti del mondo culturale e ai territori una legge che sia molto di più di un riordino normativo”.

“Vogliamo una legge che semplifichi- spiega Allegni-, che renda più accessibili gli strumenti, che rafforzi il dialogo tra istituzioni e attori culturali. Ma questa deve essere anche l’occasione per definire una visione culturale aggiornata della Regione Emilia-Romagna. Per questo serve una legge innovativa, condivisa, corrispondente ai nuovi bisogni culturali e ai cambiamenti del nostro tempo, che parta da una consapevolezza per noi imprescindibile: la cultura è un diritto fondamentale e i luoghi della cultura sono infrastrutture democratiche su cui si basa la possibilità di crescita e inclusione delle nostre comunità. Nei prossimi incontri continueremo a raccogliere contributi e idee”.

La nuova legge accorperà le circa venti normative di settore oggi esistenti. L’impianto legislativo si fonda sull’unificazione in un unico testo organico, accompagnato da strumenti più chiari e da una programmazione stabile basata su due programmi triennali, capaci di orientare l’insieme delle politiche culturali. Una visione che si estende dalla tutela e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale allo sviluppo delle imprese culturali e creative, dalla rigenerazione urbana a base culturale al welfare culturale, fino all’internazionalizzazione e al rafforzamento delle professioni della cultura.

Un cammino costruito nel dialogo, con l’obiettivo di arrivare a una legge condivisa, capace di tenere insieme visione strategica e bisogni concreti di operatori, enti locali e comunità.

















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