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Scuola, a Modena un protocollo che rafforza la prevenzione contro fragilità e dispersione

Percorsi più semplificati, coordinati e rafforzati tra scuole, servizi sociali e Comune per comprendere, a fondo, le cause delle assenze scolastiche e quindi intervenire in modo tempestivo e integrato per fronteggiare situazioni di fragilità e favorire il rientro a scuola degli studenti.

È l’obiettivo del protocollo operativo approvato dalla Giunta, su proposta dell’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli, per la gestione delle segnalazioni dei casi di assenza ingiustificata degli alunni soggetti all’obbligo di istruzione, alla luce delle disposizioni introdotte dal cosiddetto “Decreto Caivano”, che rafforzano le procedure di controllo sulla frequenza scolastica introducendo anche una fattispecie di reato penale in caso di elusione dell’obbligo di istruzione da parte dei responsabili, generalmente i genitori.

Il protocollo, condiviso con il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Modena e con il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, nasce proprio per definire modalità operative che consentano di distinguere meglio le situazioni di mancata frequenza dovute a reali difficoltà sociali o sanitarie da quelle che configurano un vero e proprio inadempimento, attraverso un modello di intervento integrato delle istituzioni. Il documento non modifica né attenua le procedure previste dalla normativa nazionale, ma definisce modalità operative condivise per applicarle in modo più efficace e coordinato tra i diversi soggetti coinvolti.

“Questo protocollo rappresenta un passaggio molto importante – afferma l’assessora Venturelli – perché nasce da un lavoro condiviso tra Comune, scuola e autorità giudiziaria. È un modello, replicabile, che applica pienamente quanto previsto dalla normativa, ma rafforzando la dimensione preventiva e sociale del lavoro con le famiglie e con i ragazzi, prima di arrivare ai passaggi più formali e sanzionatori previsti dalla legge, favorendo così il dialogo tra istituzioni e la presa in carico delle situazioni più fragili”.

Nel dettaglio, il protocollo stabilisce che il dirigente scolastico verifica le cause delle assenze (devono essere, da normativa, più di 15 giorni, anche non consecutivi, nel corso di tre mesi e senza giustificati motivi), contattando i genitori e, se necessario, consultando i servizi sociali del Comune per verificare se la situazione del minore sia già conosciuta o seguita dai servizi.

Solo dopo queste verifiche preliminari, nel caso in cui non emergano motivazioni sufficienti, il dirigente scolastico trasmette la segnalazione al sindaco, avviando il procedimento previsto dalla legge. Ricevuta la comunicazione, il Settore Istruzione e Sport del Comune procede con ulteriori verifiche: accerta innanzitutto la residenza del minore e richiede ai servizi sociali eventuali informazioni su motivi di salute o altri impedimenti gravi che possano giustificare la mancata frequenza. In caso di necessità vengono effettuate anche verifiche anagrafiche tramite la Polizia locale. Qualora non emergano cause giustificate, si procede quindi con l’ammonimento ai genitori e, nei casi più gravi e persistenti, con le segnalazioni previste dalla normativa vigente.

“Accanto alle procedure previste dalla legge, vogliamo adottare tutti gli strumenti possibili per comprendere la situazione dei ragazzi e accompagnare le famiglie, insieme alla scuola e ai servizi del territorio, verso il ritorno alla frequenza scolastica, aiutando gli studenti a rimanere dentro il percorso educativo”, prosegue l’assessora. “Siamo convinti che la scuola sia un elemento fondamentale per il benessere dei bambini e dei ragazzi e per le loro future scelte di vita. Per questo è importante intervenire tempestivamente quando emergono difficoltà, affinché eventuali fragilità possano essere affrontate e superate”.

















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