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Referendum Giustizia, Fratelli d’Italia: separare le carriere è modernizzare il sistema e riavvicinare la giustizia ai cittadini

“In riferimento all’iniziativa pubblica promossa dal circolo locale del Partito Democratico di Maranello, riteniamo doveroso riportare il dibattito sul referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 entro i suoi contenuti reali e tecnici, evitando letture ideologiche e semplificazioni strumentali.

Il referendum confermativo riguarda una riforma costituzionale, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, che introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti (pubblici ministeri), istituisce due Consigli Superiori della Magistratura distinti e una nuova Alta Corte Disciplinare. Inoltre, una parte significativa dei membri dei nuovi CSM sarà selezionata tramite sorteggio, con l’obiettivo di limitare l’influenza delle correnti interne e favorire maggiore equilibrio e terzietà nell’autogoverno della magistratura stessa.

È utile ricordare, anche da un punto di vista storico, che l’impianto originario di magistrati di carriera unitaria fu consolidato durante il periodo fascista con ordinamenti firmati da Vittorio Emanuele III e dal capo del Governo dell’epoca: un modello in cui giudici e pubblici ministeri appartenevano alla stessa carriera e formazione giuridica, coerente con una visione autoritaria del processo. La riforma oggi sottoposta a referendum supera quello schema tradizionale per riconoscere una distinzione netta tra chi accusa e chi giudica, in linea con i principi moderni del processo accusatorio.

In questa prospettiva, la riforma non compromette l’autonomia della magistratura, non pone giudici e Ministero pubblico sotto la soggezione del potere esecutivo, e non indebolisce le garanzie costituzionali: al contrario, ne rafforza la trasparenza, l’equilibrio dei poteri e la credibilità del sistema giudiziario stesso.

La riforma si inscrive, inoltre, nel percorso avviato decenni fa con la riforma del processo penale del 1988-89, promossa da Giuliano Vassalli, partigiano insignito di medaglia d’argento al valor militare e figura di riferimento nel rinnovamento della giustizia italiana. Quella riforma segnò l’affermazione di un modello accusatorio; completarla con la separazione delle carriere costituisce un passaggio coerente per dare piena attuazione ai principi di imparzialità e distinzione delle funzioni. Forse il PD a Maranello non é poi così antifascista come vorrebbe fare credere?

Anche all’interno della sfera politica e culturale della sinistra e del centrosinistra si registra infatti un confronto articolato sulla riforma. Pur se la linea ufficiale del PD è orientata al No, esistono esponenti e associazioni collegabili al mondo dem e alla sinistra riformista che hanno pubblicamente dichiarato la propria scelta a favore del SÌ, riflettendo una lettura alternativa delle ragioni della riforma. Tra questi si segnalano figure come Augusto Barbera, presidente emerito della Corte costituzionale, il costituzionalista Stefano Ceccanti, l’ex parlamentare Cesare Salvi, e la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno, che hanno sottolineato l’opportunità di un SÌ tecnico, non schierato contro il governo ma a favore di una giustizia più coerente e moderna.

Il contrasto tra la posizione ufficiale del PD e quella di molti suoi esponenti storici o culturali evidenzia come il tema non sia affatto “di parte” ma tecnico e trasversale, riguardando l’organizzazione stessa della magistratura nel nostro ordinamento.

Fratelli d’Italia sostiene con convinzione il SÌ al referendum, perché riteniamo che la riforma costituisca un progresso verso una magistratura più trasparente, più coerente con i principi costituzionali di terzietà e autonomia, e più vicina alle esigenze di chiarezza dei cittadini.

Invitiamo tutti i cittadini all’incontro pubblico che si terrà presso il MABIC – Biblioteca di Maranello, in Via Vittorio Veneto n. 5, alle ore 20.30 di martedì 17 marzo 2026, per approfondire insieme i contenuti e gli obiettivi della riforma e discutere perché votare SÌ è una scelta consapevole per la qualità della giustizia in Italia”.

Fratelli d’Italia – Maranello

















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