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Auto in fuga dai carabinieri sperona e uccide una donna, SIM Carabinieri: subito il reato di fuga

La Segreteria Regionale del SIM Carabinieri Emilia Romagna esprime il proprio profondo e sentito cordoglio ai familiari della signora di 89 anni, tragicamente scomparsa a seguito del gravissimo incidente avvenuto ieri pomeriggio a Modena. In questo momento di immenso dolore, tutta la nostra comunità sindacale si stringe attorno alla figlia e ai cari della vittima, coinvolti in un evento che definire accidentale sarebbe un insulto alla verità: si è trattato di un atto criminale.

Dalle prime ricostruzioni e da quanto emerso da fonti aperte, desideriamo sottolineare con forza l’operato dei colleghi impegnati nel servizio. Nonostante la gravità della situazione, i carabinieri hanno agito con estrema lucidità e senso di responsabilità: accortisi della condotta sconsiderata e pericolosa dei fuggitivi, hanno scelto di rallentare l’inseguimento a distanza proprio per non esasperare ulteriormente i rischi per l’incolumità dei cittadini.

Questo dimostra, ancora una volta, come le Forze dell’Ordine mettano la sicurezza della collettività al di sopra di ogni altra priorità, anche a costo di vedere i sospettati allontanarsi momentaneamente. Purtroppo, la follia dei criminali a bordo dell’auto — priva di assicurazione, revisione e guidata da un soggetto senza patente — ha comunque portato alla tragedia che oggi piangiamo. Questo tragico episodio non è che l’ultimo di una lunga serie che conferma una lacuna normativa non più accettabile. Chi decide di non fermarsi all’alt, trasformando le strade cittadine in un circuito da guerra, deve essere consapevole delle conseguenze penali severe a cui va incontro, indipendentemente dall’esito della fuga.

“Non possiamo più permettere che la vita dei cittadini e l’incolumità degli operatori siano messe a repentaglio da chi confida nell’impunità o in sanzioni troppo lievi,” dichiara il Segretario Generale Regionale del SIM Carabinieri Francesco Mutri.  Il SIM Carabinieri torna a chiedere con forza che venga calendarizzato e approvato con urgenza il disegno di legge per l’introduzione del reato di fuga, una proposta che avanziamo con determinazione sin dall’indomani del tragico caso Ramy. È necessario un deterrente reale: fuggire davanti a una pattuglia non può essere considerato solo una resistenza, ma un crimine specifico contro la sicurezza pubblica. Mentre il responsabile è stato assicurato alla giustizia grazie alla prontezza dei militari e alla collaborazione dei cittadini, resta l’amaro in bocca per una vita spezzata in modo assurdo. Continueremo a batterci in ogni sede affinché chi indossa una divisa abbia strumenti normativi adeguati per proteggere la società e affinché simili tragedie non debbano più ripetersi”.

















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