
Sono state circa 120 le persone che hanno partecipato alla presentazione del percorso per la costruzione del Regolamento dell’Amministrazione condivisa “La città che vorrei”, tutti rappresentanti di associazioni di volontariato, di promozione sociale ed enti del Terzo settore.
L’evento si è tenuto ieri pomeriggio, martedì 10 febbraio, nella sala consiliare del Comune di Modena e ha visto gli interventi del sindaco Massimo Mezzetti, dell’assessora a Volontariato e Terzo settore Alessandra Camporota e della vicesindaca Francesca Maletti, del portavoce del Forum del Terzo settore Ruggero Cavani, del presidente di Csv Terre Estensi Alberto Caldana, dell’avvocato Luciano Gallo dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani e della dirigente del settore Welfare, salute e coesione sociale del Comune di Modena Annalisa Righi.
“L’amministrazione condivisa per noi significa definire il rapporto tra istituzione e comunità, ovvero l’idea che abbiamo di democrazia locale – ha detto il sindaco Massimo Mezzetti -. La affronteremo come un cambio di paradigma e, se non possiamo già dire cosa sarà, posso sicuramente affermare che non sarà un modo per arretrare come ente pubblico. L’amministrazione condivisa è un cambio di paradigma, in primis per la struttura amministrativa e burocratica del Comune: dirigenti, funzionari e amministratori devono essere formati per affrontare questo passaggio e accoglierlo perché è un cambio di cultura. L’ente locale, in questo modo, non rinuncia al proprio ruolo di indirizzo e controllo ma lo esercita in modo diverso: creando condizioni, mettendo regole chiare, e allo stesso tempo riconoscendo l’energia civica che esiste nei territori. Condividere non significa privatizzare e non vuol dire sostituire il lavoro pubblico con il volontariato. Significa costruire responsabilità reciproca”, le sue parole.
Il percorso per la costruzione del Regolamento è tra i momenti centrali del programma di Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026: il primo step – che riguarda le associazioni di volontariato, promozione sociale e enti del Terzo settore – prevede la costruzione di gruppi e sottogruppi per la sua stesura; l’obiettivo è avere, a inizio aprile, una bozza di Regolamento avanzato e aver individuato un paio di rappresentanti che verranno coinvolti negli incontri successivi. Il percorso proseguirà con l’incontro del Comune con le centrali cooperative e, a seguire, con i sindacati. In luglio verrà consegnato il Regolamento alla commissione consiliare e in autunno, presumibilmente in ottobre, si passerà all’approvazione in Consiglio comunale.
Il Regolamento diventerà quindi lo strumento per attivare percorsi di coprogrammazione su alcuni temi specifici e coprogettazione di servizi e attività che possano accrescere il benessere della comunità. Dovrà inoltre fornire una cornice uniforme per tutte le materie e gli assessorati dell’Ente, così da dare un quadro unitario all’esterno; allo stesso modo, pur muovendo da una definizione unitaria di Enti di Terzo settore, dovrà valorizzare le peculiarità delle diverse realtà coinvolte. In particolare, di quelle a base associativa e volontaria da un lato, di quelle imprenditoriali dall’altro.
L’iniziativa è costruita sulla base del Codice del Terzo settore, della legge regionale 64 del 2023 – che propongono modalità di rapportarsi tra enti pubblici ed enti del Terzo settore fondate sulla collaborazione – e dell’articolo 118 della Costituzione che, sulla base del principio di sussidiarietà, favorisce l’autonoma iniziativa di associazioni e cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale.
Il percorso che si sta avviando a Modena non è isolato, ma coerente con le iniziative assunte nella Regione da altri Enti locali e nell’intero Paese. L’obiettivo è approvare e applicare il Regolamento partendo dalla “comunanza di scopo” che l’Ente e gli enti del Terzo settore condividono rispetto ai bisogni della comunità cittadina.
All’evento di lancio hanno partecipato rappresentanti di Arci, Amigdala, Amici del Cuore, Croce Rossa, Diocesi, Unione nazionale veterani dello sport, Casa per la Pace, Banca del tempo, la Clessidra, Agesci, Cosmo Aps, Porta Aperta, Uno Critico, Slow food, Società naturalisti matematici, Moninga odv, Bambini nel deserto, Anteas, G.P. Vecchi, Uildm, Moxa, Acli, Città e scuola, Ingegneria senza frontiere Modena, Avis, Fiab, Il cassetto dei sogni, Club Alpino, Officina del riuso, Ho avuto sete odv, Officina progetto Windsor, Unione società centenarie, Mani tese, Gruppo carcere città, Equilibri, Tefa Colombia, Hewo Modena, San Michele e il Drago, Telefono Amico, Auser, Movimento non violento, Drama teatro, Tribunale per i diritti del malato, Aism, Risonanza e Tandem; rappresentanti delle Polisportive e delle cooperative sociali, dei sindacati, dell’azienda Usl, dell’Università, autorità cittadine e consiglieri comunali.
Gli enti del Terzo settore interessati a partecipare alla stesura del Regolamento potranno avanzare la propria candidatura direttamente al Csv alla mail segreteria.mo@csvterrestensi.it.


