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Nel ricordo di Carla Astolfi, Fulvio De Nigris lancia la proposta di una statua dedicata alla Befana

Nei giorni scorsi, dopo un’udienza conoscitiva nella commissione cultura alla presenza di Marco Piazza delegato alla cultura popolare del Comune di Bologna, è stata inaugurata nella Manica Lunga di Palazzo d’Accursio piazza Maggiore 6, Bologna, la mostra “Carla che sagoma”, foto di Giovanni Bortolani, dedicata a Carla Astolfi, attrice amatissima e figura simbolo della tradizione bolognese. All’evento, patrocinato dal Comune di Bologna, promosso dalla fondazione Gli amici di Luca Casa dei Risvegli Luca De Nigris e dalla CNA di Bologna hanno preso parte autorità, familiari, amici, colleghi attori che hanno voluto rendere omaggio a un’artista capace di lasciare un segno profondo nella vita culturale e umana della città.

L’inaugurazione della mostra (prodotta da Graphic Service e aperta fino al 23 febbraio) è stata accompagnata da momenti di grande emozione, tra cui l’esibizione musicale di Giuliano Gamberini, detto Gambero, che ha suonato una canzone presentata al festival della canzona dialettale del 1987 nel quale gareggiava anche Carla Astolfi, creando un clima di intensa partecipazione e condivisione.

Molte le testimonianze dei partecipanti: da Elisabetta Franceschini e Federica Pedrini, figlia e nipote di Carla Astolfi, Annamaria Lucchini dell’omonima compagnia e Patrizia Strazzari della compagnia Lanzarini, all’attore Ettore Pacaldi e tanti altri. Molto sentito anche l’intervento di Fulvio De Nigris presidente della fondazione Gli amici di Luca Casa dei Risvegli Luca De Nigris ets che ha ricordato Carla sottolineando il valore unico della sua interpretazione della Befana e il suo legame con bambini e famiglie:

«Carla Astolfi – ha detto Fulvio De Nigris – incarnava questo personaggio in maniera strabiliante. Noi la ricordiamo come attrice di teatro e di cinema, ma principalmente come Befana, amata dai bambini e dalle famiglie. Questa Befana, molto cara anche alla CNA che patrocina con noi questa iniziativa, è qualcosa di straordinario. Ho proposto che, siccome l’anno prossimo ricorrono dieci anni dalla morte di Carla, le venga intitolato un giardino o uno spazio pubblico, con una statua. Una statua che rappresenti la Befana, ma anche Carla. Non esiste al mondo una statua dedicata solo alla Befana: sarebbe un simbolo forte, un po’ come la Sirenetta di Copenaghen, capace di diventare anche uno strumento turistico per bambini e famiglie, il 6 gennaio ma non solo».

De Nigris ha poi ricordato il valore artistico e innovativo dell’esposizione: «Nella mostra, curata dal fotografo Giovanni Bortolani, vediamo tanti bellissimi scatti trasformati in sagome prodotte da Graphic Service, con questo sistema molto innovativo Airlite che purifica l’aria, creando un connubio tra arte e sostenibilità ambientale. È una mostra bella, aperta fino al 23 febbraio: speriamo che la gente venga. Ci saranno anche scolaresche, che incontreranno la nuova Befana, Paola Mandrioli, attrice di Fantateatro,  che da dieci anni porta avanti questo ruolo per noi. Un modo per ricordare Carla e renderla viva, perché Carla è sempre con noi».

La mostra “Carla che sagoma” si conferma così non solo come un omaggio affettuoso, ma come un progetto culturale capace di tenere viva la memoria di Carla Astolfi e di trasformarla in un’eredità condivisa, aperta al futuro.

 

















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