martedì, 27 Gennaio 2026
3.7 C
Comune di Sassuolo
HomeCasalgrandeCasalgrande nel Giorno della Memoria e del Grande Sacrificio Alpino durante la...





Casalgrande nel Giorno della Memoria e del Grande Sacrificio Alpino durante la ritirata di Russia

Anche il Comune di Casalgrande ha aderito alle iniziative promosse in tutta Italia in occasione del Giorno della Memoria, ricorrenza istituita per commemorare la Shoah e rendere omaggio all’immane tributo di vite umane pagato dal popolo ebraico per mano del regime nazista nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Il 27 gennaio rappresenta una data di profondo significato storico e simbolico: proprio in questo giorno, nel 1945, il campo di concentramento di Auschwitz venne liberato dalle truppe sovietiche. La scoperta del campo e le testimonianze dei sopravvissuti svelarono al mondo l’orrore del genocidio nazista, segnando indelebilmente la coscienza dell’umanità.

Anche quest’anno l’Amministrazione comunale ha voluto onorare il Giorno della Memoria attraverso la tradizionale cerimonia dell’Alzabandiera, svoltasi alla presenza del Sindaco Giuseppe Daviddi, del Vicesindaco Valeria Amarossi, degli Assessori comunali, del Presidente del Consiglio Comunale Luciano Ferrari e dei Consiglieri comunali, unitamente alle autorità civili, religiose e militari.

Hanno preso parte alla commemorazione anche i rappresentanti dell’ANPI, del Gruppo Alpini di Casalgrande, e delle associazioni di volontariato attivamente presenti sul territorio di Casalgrande, oltre ai cittadini che hanno ritenuto doveroso unirsi a una celebrazione sobria, ma profondamente carica di significato.

Nel suo intervento, il Sindaco Giuseppe Daviddi – che si riporta integralmente in allegato – ha posto l’accento, tra l’altro, sulla preoccupante assenza delle giovani generazioni in momenti di riflessione e approfondimento come questo, sottolineando come «la Memoria non serve a rassicurarci. Serve a inquietarci. Serve a ricordarci che l’orrore non nasce mai all’improvviso, ma cresce lentamente dentro giustificazioni, silenzi, paure e ideologie che si presentano come necessarie, legittime, persino morali».

Il Primo Cittadino ha inoltre aggiunto che «la Memoria non può essere fine a se stessa. Non può essere ridotta a una cerimonia. Deve diventare uno stile di vita, un’attenzione quotidiana ai principi sanciti dalla nostra Costituzione, che non è un testo astratto, ma nasce come risposta concreta all’orrore che l’umanità aveva appena vissuto e che ancora oggi custodisce il senso di quei valori. Non può esistere una Memoria selettiva: non possiamo ricordare solo ciò che ci riguarda direttamente e voltare lo sguardo davanti alle ingiustizie che colpiscono l’altro da noi, perché nessuno è immune da rigurgiti di odio, di violenza, di vendetta e di sopraffazione».

Di particolare rilievo anche l’intervento di don Carlo Castellini, parroco dell’Unità pastorale “Maria, Regina della Pace”, che, citando la celebre frase di don Andrea Gallo «A me non interessa chiedervi se siete o non siete credenti, vi chiedo però se siete credibili. È questo che un giorno Dio chiederà a ciascuno di noi», ha richiamato il valore educativo della ricorrenza, affermando che «questa giornata ci ingaggia personalmente e direttamente nel compito di educare al bene, di far emergere quei valori che abitano il cuore delle persone e, in particolare, dei più giovani. Come società siamo più grandi perché lavoriamo sulle spalle di giganti come i nostri Padri Costituenti, che ci hanno insegnato come i valori della storia debbano essere i pilastri dei nostri comportamenti nel presente e nel futuro».

A concludere gli interventi è stata l’Assessora alla Cultura, Pari Opportunità e Scuola, che ha richiamato le parole di Anna Frank, sottolineando come esse rappresentino un messaggio di fiducia rivolto alle nuove generazioni: «i giovani possono dare molto. Sta a noi renderli partecipi, offrendo loro speranza ed esempi credibili. Questo cambiamento culturale deve partire innanzitutto da noi adulti».

La cerimonia si è infine conclusa con un Minuto di Silenzio, in memoria di tutte le vittime della Shoah.

Nella serata di ieri, Casalgrande ha ricordato il Giorno del Grande Sacrificio Alpino, commemorando la battaglia di Nikolajewka, combattuta il 26 gennaio 1943 durante la drammatica ritirata di Russia dell’ARMIR.

Nella fase più tragica della campagna di Russia, Nikolajewka rappresentò l’ultimo sbarramento prima della salvezza per le colonne alpine in ritirata. Il villaggio era difeso da consistenti reparti sovietici, supportati da artiglieria e mezzi corazzati. In quella giornata si consumò l’attacco finale: la Divisione Tridentina, guidata dal Generale Luigi Reverberi, assunse la responsabilità di aprire un varco. L’assalto conclusivo, condotto anche all’arma bianca e sostenuto dagli ultimi, pochissimi pezzi di artiglieria rimasti, consentì agli Alpini di spezzare l’accerchiamento e permettere ai superstiti di mettersi in salvo.

Il ricordo di Nikolajewka non celebra una vittoria militare, ma una salvezza conquistata a un prezzo altissimo, divenuta nel tempo simbolo di resistenza, sacrificio e coesione.

La commemorazione si è svolta con la cerimonia dell’Alzabandiera e la deposizione di un mazzo di fiori presso il Monumento ai Caduti in Piazza Martiri della Libertà, seguite da una messa di suffragio.

All’iniziativa, patrocinata dal Comune di Casalgrande, hanno partecipato il Gruppo Alpini di Casalgrande e la Sezione ANA di Reggio Emilia, con la presenza del Generale Santo Chicchi. Presenti inoltre il Sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi, l’intera Giunta comunale, i Consiglieri comunali e le autorità civili, militari e religiose.

Un momento di profonda commozione e rispetto, che rende onore al sacrificio degli Alpini e rappresenta un significativo preludio alle celebrazioni del Giorno della Memoria, in programma oggi, 27 gennaio.

 

















Ultime notizie