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Per una sera il sipario del Teatro Asioli di Correggio si spalanca in un salotto privato

Per una sera il sipario del Teatro Bonifazio Asioli invece di aprirsi sul palcoscenico si spalanca in un salotto privato. Venerdì 16 e sabato 17 gennaio alle 19 e alle 21, domenica 18 gennaio alle 17 e alle 19, il teatro “trasloca” davvero: “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”, progetto di Claudio Cirri nel cartellone dell’Asioli, va in scena nella casa privata di un abbonato che ha generosamente messo a disposizione i propri spazi. Un teatro d’appartamento che riduce le distanze fino quasi a cancellarle: si entra in punta di piedi in un’abitazione, tra dettagli e oggetti che raccontano una storia che non conosciamo, e ci si ritrova a pochi passi dagli attori, dentro una microcomunità di spettatori riunita attorno a un unico tavolo.

Lo spettacolo (produzione Sotterraneo) nasce dall’omonimo scritto di Raymond Carver i cui racconti, spesso accostati a quadri di Hopper, illuminano per un attimo vite ordinarie e le caricano di tensione: qui due coppie di amici, davanti a una bottiglia di gin, parlano d’amore, si scambiano opinioni, scherzano, discutono di dove andare a cena. A poco a poco, però, parole, gesti e silenzi rivelano crepe e non detti che si insinuano nella conversazione e la fanno deragliare, lasciando emergere domande semplici e spiazzanti sul desiderio, sulla paura, sulla durata, su ciò che ci tiene vicini o ci spinge via.

La regia di Claudio Cirri sceglie l’“habitat” naturale della storia: una stanza, quattro sedie, una bottiglia, nessuna musica di sottofondo e nessun apparato scenografico. In scena Maria Bacci Pasello, Luisa Bosi, Fabio Mascagni e Woody Neri/Claudio Cirri, con il pubblico libero di disporsi intorno agli interpreti e cambiare punto di vista, come se stesse ascoltando una confidenza privata. Nessun coup de théâtre, solo la forza della parola e degli sguardi, in un’esperienza che riporta alle origini del teatro: un racconto condiviso che, per una sera, mette in risonanza “il battito del cuore di ognuno”.

Tutte le rappresentazioni sono già sold out.

















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