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Modena, presentata la proposta di Bilancio previsionale 2024-2026: investimenti per mezzo miliardo in dieci anni

IUl sindaco Muzzarelli e il vice Cavazza: “Il Governo si dimentica dei Comuni”

Di fronte alle difficoltà determinate dall’inflazione, dalla crisi energetica e dall’aumento dei costi delle materie prime, con un Governo che propone una Legge di Bilancio dimenticandosi dei Comuni e delle loro esigenze, Modena prova a farcela da sola garantendo e consolidando comunque i servizi alle famiglie senza aumentarne i costi, offrendo risposte ai bisogni sociali, alla povertà abitativa e alle esigenze delle imprese continuando a sviluppare un programma di investimenti a sostegno dello sviluppo economico, dell’occupazione e della rigenerazione urbanistica della città.

È lo scenario delineato dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli illustrando in Consiglio comunale lunedì 20 novembre la proposta di Bilancio previsionale 2024-2026, l’ultima del suo mandato amministrativo, insieme al vice sindaco e assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza che ha ribadito come non siano previsti ritocchi alle tariffe dei servizi, nonostante l’aumento dei costi per il Comune, e che non si metterà mano alla leva fiscale. Anzi, si prevedono benefici per circa 3 milioni di euro per famiglie e imprese.
La spesa corrente per il prossimo anno è prevista in 260,5 milioni, per poi scendere a 252,8 nel 2025 e a 250,6 nel 2026. Mentre gli investimenti nel triennio sfiorano i 124 milioni di euro, con un 2024 che vale da solo, considerando anche le risorse del Pnrr, circa 90 milioni.
“Opere, infrastrutture, tecnologie e manutenzioni si confermano un’azione sicura per contrastare recessione e stagnazione economica”, ha spiegato Muzzarelli sottolineando che si è trattato di una costante, fin dal primo mandato da sindaco: una media annua di quasi 45 milioni di investimenti (oltre 400 mila euro già a consuntivo) e con quelli del prossimo anno si raggiunge il mezzo miliardo. “Gli investimenti sono la marcia in più di questi anni – ha affermato Muzzarelli – frutto di un indirizzo strategico che abbiamo tenuto fermo anche durante la pandemia”.
Il voto sul Bilancio è in programma tra un mese, entro Natale, mentre ora parte il percorso di approfondimento nelle diverse commissioni consiliari e con i Quartieri.
L’anticipo dell’approvazione rispetto agli anni scorsi consentirà di evitare l’esercizio provvisorio “per essere pienamente operativi negli ultimi mesi del mandato” e per garantire il rispetto dei cronoprogrammi degli investimenti, soprattutto se finanziati dal Pnrr. Non essendo ancora approvata la Legge di bilancio nazionale – ha spiegato Muzzarelli – serviranno probabilmente correttivi a inizio anno, ma nella manovra proposta dal Governo “gli Enti locali sono assenti”: nessuna risposta alle richieste dell’Anci su inflazione, caro energia, Fondi crediti di dubbia esigibilità, disagio abitativo, il personale, il trasporto pubblico, le sicurezze urbane (“ribadiamo le richieste al Ministero e proseguiamo con le assunzioni della Polizia locale, gli investimenti in videosorveglianza, il controllo di vicinato, il nuovo presidio in piazza Matteotti, il sostegno alle vittime di reato e alla promozione della legalità”), nessuna considerazione per le spese correnti correlate alle opere Pnrr con finanziamenti che sostengono gli investimenti, ma poi i servizi dovranno essere fatti funzionare.
Per il sindaco il messaggio che arriva da Roma è chiaro: “I Comuni sono soli e devono arrangiarsi. E quindi Modena se la deve cavare da sola”.
A pochi mesi dalla fine del mandato, Muzzarelli ha concluso la sua relazione sottolineando che “nonostante le difficoltà, stiamo accelerando per tagliare il traguardo e vincere la sfida del futuro, una sfida alta; con radici profonde e sguardo lontano”. Per Muzzarelli “Modena non è fatta per i ruoli da comparsa e nei prossimi mesi lavoreremo con fiducia ed orgoglio per dare futuro alla città dei valori, dell’energia e della creatività”.

 

STOP A TASSE E TARIFFE; LOTTA ALL’EVASIONE

Tasse, rette e tariffe nonostante l’inflazione rimangono invariate nella proposta di Bilancio del Comune di Modena, anche per la Tari l’obiettivo è quello di lasciarla sugli stessi valori fermi dal 2017. Anzi, la manovra finanziaria consentirà benefici economici per circa 3 milioni di euro per famiglie e imprese.

Lo ha spiegato l’assessore al Bilancio Gian Pietro Cavazza stimando in un milione di euro il risparmio sulle tariffe dei servizi a domanda individuale, rispetto all’aumento dei costi di cui si farà carico il Comune, mentre un milione e 300 mila euro è la cifra delle minori entrate dovute alla rimodulazione degli scaglioni Irpef decisa dal Governo, senza prevedere rimborsi per gli Enti locali: accorpando i primi due scaglioni (fino a 28 mila euro) l’aliquota dell’addizionale comunale dello 0,5 prevista per il primo scaglione (oggi fino ai 15 mila euro) verrà attribuita anche a chi oggi paga lo 0,64 e ciò determinerà una riduzione dell’imposta anche per gli scaglioni superiori.

Altri benefici economici arriveranno in base ad alcune novità sull’Imu (complessivamente 400 mila euro) e con la conferma del bonus rifiuti per la Tari (500 mila euro) che però vede un ampliamento della platea degli aventi diritto che passano da 1.599 a 3.924 con l’innalzamento del limite Isee a 9.530 euro.

Continua anche l’impegno nella lotta all’evasione che nel 2023 ha consentito di recuperare 2,5 milioni in più dell’anno precedente con accertamenti per 15 milioni e 600 mila euro, la stessa cifra che si prevede per il 2024, soprattutto da Imu e Tari. Sottolineando le ragioni di equità di questo impegno, Cavazza ha spiegato che l’attività di controllo si sviluppa prima di tutto affiancando i cittadini/contribuenti negli adempimenti consentendo così di regolarizzare spontaneamente eventuali violazioni con l’istituto del ravvedimento operoso.

Nel frattempo, il Comune riduce il costo degli affitti passivi con un Piano sedi che prevede di lasciare la sede di via Galaverna entro dicembre (oltre 510 mila euro all’anno di canone risparmiato) per concentrare gli uffici in via Santi e nel Palazzo municipale dove si stanno ultimando gli interventi di riqualificazione di alcune aree del terzo piano.

Anche in questo Bilancio il Comune non utilizzerà le entrate da oneri di urbanizzazione primaria e secondaria per la spesa corrente, ma saranno destinate esclusivamente agli investimenti pubblici e alle manutenzioni straordinarie, “interventi particolarmente importanti in funzione anticiclica – ha spiegato Cavazza – per superare le fasi di recessione economica”.

Il vice sindaco Cavazza ha concluso evidenziando alcune contraddizioni nelle scelte di politica nazionale caratterizzate da “allarmante iniquità” che influenzano anche il bilancio comunale: la mancata applicazione della web tax, almeno a livello europeo; le spese per gli armamenti (“qual è la sostenibilità economica, sociale e ambientale dei finanziamenti pubblici?”); la riduzione del numero degli scaglioni nella definizione dell’Irpef; l’eliminazione nel calcolo dell’Isee del patrimonio mobiliare per cui chi è più ricco perché possiede molti titoli di Stato potrà passare davanti a chi è più povero in tanti servizi, come le liste per l’accesso alle residenze protette, pagherà una tariffa più bassa per la mensa scolastica, la sanità, gli asili nido.

“Sul fronte dell’equità e delle paure che le ingiustizie innescano inevitabilmente nelle persone e nelle comunità, c’è ancora molto da fare – ha affermato Cavazza – e ce n’è per tutti. Ma soprattutto gli interventi a favore di salute, istruzione, crescita demografica, ambiente, casa, stranieri e che agiscono sulle cause di povertà e disuguaglianze andrebbero affrontati fuori dal perimetro della competizione elettoralistica, pena la loro efficacia”.

 

NON SOLO PNRR, AL LAVORO SUI NUOVI FONDI UE

La relazione al Bilancio del sindaco Gian Carlo Muzzarelli si è aperta con un riferimento allo scenario politico internazionale caratterizzato dalle guerre e, citando papa Francesco (“la guerra è terribile, ingiusta e sbagliata”), ha affermato: “Modena si è schierata ancora una volta per la pace e per un immediato stop alle ostilità”.

Ricordando che a Modena vivono una comunità ebraica, un’ampia comunità musulmana, con persone di tante nazionalità diverse e italiani di seconda generazione, oltre a tanti cittadini ucraini e russi, il sindaco ha sottolineato che le iniziative di queste settimane per ricordare gli ostaggi nelle mani di Hamas e le manifestazioni a sostegno del popolo e della causa palestinese si sono svolte “in maniera civile e democratica: convivenza, rispetto e sicurezza devono essere un obiettivo comune per la nostra città”.

Rispetto allo scenario internazionale, il sindaco ha richiamato il ruolo che deve svolgere l’Unione europea, un riferimento strategico per la città anche per quello che riguarda il sostegno agli investimenti con il programma Next Generation Modena. Oltre ai fondi del Pnrr (circa 77 milioni di finanziamenti), il Comune, sulla base dell’esperienza positiva maturata nella programmazione 2014-2020, è già al lavoro – ha annunciato il sindaco – per sfruttare al meglio tutte le opportunità del nuovo settennato 2021-2027 e nel frattempo è stato sottoscritto l’accordo con la Regione per l’attuazione dell’Agenda trasformativa urbana per lo sviluppo sostenibile (Atuss) che prevede investimenti per oltre 20 milioni di euro, con quasi 14 milioni di contributi, per il completamento della riqualificazione dell’ex Ospedale Estense, la rigenerazione della Stazione piccola (nuova sede di Its Maker), la prosecuzione della Diagonale ciclabile, oltre al sostegno delle attività del Laboratorio Aperto (facilitazione digitale e realizzazione di comunità digitali) e all’intervento al Centro stranieri con un nuovo spazio per l’inclusione sociale.

Sui nuovi fondi strutturali sono già state presentate cinque candidature per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro: un progetto di comunità energetica, la riqualificazione energetica di una sede comunale, il laboratorio territoriale “transition days”, la riconnessione ciclopedonale di un tratto della tangenziale Pablo Neruda, il Digital city Heritage del patrimonio culturale.

 

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