Furto a conduzione familiare: due fratelli e lo zio arrestati nel reggiano


Scoperti dal derubato dopo aver trafugato dalle pertinenze di un’abitazione del comune di Montechiarugolo in provincia di Parma, attrezzi da giardinaggio (due decespugliatori, un tagliasiepe, una saldatrice, una motosega e un atomizzatore) si sono prodigati nel restituire quanto avevano caricato nell’autocarro in loro uso per poi dileguarsi, dopo aver chiesto scusa alla vittima, un 57enne agricoltore di Montechiarugolo. Scuse che ovviamente non sono bastate per impedire ai Carabinieri di avviare le indagini che, grazie alla targa dell’autocarro, hanno portato al 49enne P.P. residente a Boretto, pregiudicato, che risultava averlo in uso. Da lui le attenzioni investigative si sono spostate sui suoi nipoti, i fratelli P.V. e A.V. rispettivamente di 26 e 24 anni, residenti a Cadelbosco Sopra. A carico dei tre sono stai acquisiti incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine al furto tra cui il riconoscimento, in apposita seduta di individuazione fotografica da parte dello stesso derubato.

Per quei fatti risalenti all’aprile 2015 i tre erano stati denunciati per concorso in furto aggravato. Quindi l’iter processuale con zio e nipoti che sono stati condannati rispettivamente P.V. e P.P. a un anno di reclusone e A.P. e 8 mesi di reclusione. La sentenza divenuta esecutiva, ha quindi visto l’Ufficio esecuzioni Penali della Procura di Parma emettere l’ordine di esecuzione per la carcerazione. Il provvedimento restrittivo è stato inviato per l’esecuzione ai Carabinieri di Cadelbosco Sopra. I militari ieri mattina hanno rintracciato i tre congiunti conducendoli in caserma dove venivano arrestati in esecuzione al provvedimento restrittivo. Al termine delle formalità di rito sono stati ristretti presso il carcere di Reggio Emilia.