Reggio Emilia: parto cesareo annullato, nascituro morto. Intervento dell’Azienda Ospedaliera


Un parto cesareo annullato  (il feto era ritornato in posizione normale) ha preceduto il dramma del bimbo nato morto a Reggio Emilia lunedì scorso. Il fatto è accaduto all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. La gravidanza stava per giungere a termine. L’8 settembre la gestante si era presentata nel reparto di ostetricia per il cesareo, ma i medici avevano rinviato la nascita di una settimana rimandando a casa la donna. Non avvertendo però alcun movimento attivo del feto, la gestante si è presentata lunedì, ma al parto il feto era privo di vita.

In relazione al decesso del neonato, accertato lunedì 13 settembre presso il Reparto di Ostetricia e Ginecologia, la Direzione dell’Arcispedale Santa Maria Nuova partecipa al dolore dei genitori e conferma di essere in attesa degli esiti del riscontro diagnostico finalizzato ad accertare le cause della morte del piccolo.

La gestante, presentatasi in reparto il giorno 08 settembre per essere sottoposta al parto cesareo inizialmente programmato, veniva sottoposta ai controlli del caso dai quali emergeva che erano venute meno le condizioni che avevano reso necessario programmare l’intervento chirurgico. Il feto, che ora risultava essere in posizione normale, manifestava regolari parametri vitali. Si decideva, pertanto, di seguirne l’evoluzione fino al termine fisiologico della gestazione, previsto per il 15 settembre, ed all’espletamento di un parto naturale a partire da quella data.

Nella mattina del 13 settembre la gestante, presentandosi in reparto, segnalava di non avvertire più alcun movimento attivo del feto, da alcune ore. Il tracciato cardiaco e l’ecografia subito eseguiti rivelavano la morte endouterina del feto. I familiari ne venivano immediatamente informati e si programmava l’induzione del parto in analgesia epidurale per il primo pomeriggio.

Il Direttore della Struttura, Prof Giovan Battista La Sala dichiara: “Insieme ai miei collaboratori partecipo al profondo dolore della coppia ed al lutto della intera famiglia. Il comportamento della equipe del reparto, per gli elementi attualmente noti, è tuttavia da ritenersi corretto sul piano clinico ed assistenziale, in quanto non sussisteva più alcuna ragione per effettuare l’intervento e non vi erano elementi che richiedessero controlli supplementari, oltre a quelli eseguiti. Rimaniamo in attesa delle eventuali ulteriori evidenze che potranno emergere dagli accertamenti in corso”.