Raimondo Soragni ha fatto una scelta molto discutibile di schierarsi con l’UDC a scapito del suo ruolo di sindaco eletto con i voti del PD. Ma ognuno risponde a se stesso sul fronte della coerenza. Non credo però che chi abbia una carica elettiva possa prendere così in giro il proprio elettorato, facendosi ospitare in una lista che si oppone al suo governo cittadino.

E solo una leadership molto debole, come quella attuale del PD, evidentemente, può chiedere a chi ha dimostrato somma incoerenza, un gesto di coerenza verso i programmi. L’unico atto di fedeltà al programma elettorale possibile in questa situazione, è dare le dimissioni. Ma il PD non lo chiede, e Soragni non lo farà. Un gioco pericoloso, una manovra da manuale per chi desideri diminuire ulteriormente la fiducia dei cittadini nella capacità della politica di rappresentarli.

(Avv. Gian Paolo Lenzini, Vice coordinatore regionale – PDL)

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Se Raimondo Soragni prendesse sul serio il mandato elettorale, e i partiti che lo hanno portato alla poltrona di Sindaco di Finale Emilia, darebbe oggi stesso le sue dimissioni da quel ruolo. Quale credibilità può avere chi guida una giunta che ha all’opposizione un partito al quale si chiede ospitalità per le regionali? Uno strano caso di sdoppiamento della personalità: Soragni si troverà a partecipar ad una campagna elettorale dove chi è in lista con lui parlerà contro il PD, partito che lo ha fatto eleggere. Certamente anche il silenzio del PD che non ha chiesto dimissioni al suo Sindaco “infedele” non si presenta al meglio. Una bella gatta da pelare per Baruffi. Se Soragni sarà eletto, la faccenda si risolverà da sola, ma se non dovesse essere eletto? Con quale credibilità porterà avanti il suo mandato? Siamo davvero allo psicodramma. Qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità di porvi fine.

(Avv. Luca Ghelfi, Consigliere Provinciale – PDL)



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