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Modena: dirigente indagata, la Provincia nomina un legale

Nel corso della riunione di ieri la Giunta provinciale, «a seguito delle notizie apparse sulla stampa relativamente all’esistenza di un procedimento penale avviato nei confronti del direttore dell’Area Ambiente e Sviluppo sostenibile, indagata per truffa e falso ideologico», ha deciso di nominare un legale specializzato in diritto penale. Questo per poter «partecipare al procedimento, nell’ambito del quale l’Amministrazione potrebbe risultare parte offesa o danneggiata».


Al momento, infatti, alla Provincia non è arrivata alcuna comunicazione relativa all’indagine. «Le uniche notizie in nostro possesso – ha ricordato il presidente Emilio Sabattini – sono quelle riferite dalla stampa. E’ necessario quindi acquisire elementi di conoscenza per poter meglio valutare la situazione. Il danno d’immagine provocato da questa vicenda alla Provincia e ai suoi dipendenti – ha aggiunto Sabattini – ci impone di mettere in campo ogni azione volta a tutelare l’istituzione».
Successivamente alla riunione di Giunta, il presidente Sabattini ha quindi incontrato la dirigente dell’Area Ambiente, per la prima volta da quando è stata diffusa la notizia dell’inchiesta.

L’assessore Caldana
La lettera sottoscritta dall’assessore all’Ambiente Alberto Caldana e indirizzata alla dirigente della sua Area «è stata firmata in buona fede, in virtù dei buoni rapporti personali esistenti fino ad allora. E’ stata lei a chiedermi una nota di riconoscimento degli obiettivi raggiunti, a esclusivo uso interno».

A chiarirlo al presidente della Provincia Emilio Sabattini, durante un colloquio, e successivamente alla Giunta provinciale, è stato lo stesso assessore Caldana, il quale ha precisato di aver «aderito a quella richiesta senza immaginare quali fossero le reali intenzioni della dirigente. Soprattutto, stante il rapporto di fiducia, non ho verificato il testo effettivo della lettera. Ho peccato di grave ingenuità – ammette Caldana – ma l’ho fatto in buona fede».
Al presidente Sabattini, l’assessore Caldana – che ha nominato un proprio legale di fiducia – pur non essendo mai stato convocato dalla Procura, ha manifestato l’intenzione di presentarsi spontaneamente in Tribunale per fornire al pubblico ministero «ogni chiarimento, a difesa del buon nome della Provincia».

















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