Ancilla Domini. Musica Rito e Femminile tra tardo Antico e Medioevo questo il titolo di una serie di iniziative che trasformeranno Bologna, dal 12 al 20 aprile, in centro di attività multidisciplinari dedicate ai rapporti fra donne, fede e arte nei primissimi secoli del Cristianesimo e agli albori del Medioevo.
Studiosi di diverse discipline racconteranno come le donne avessero un ruolo importante nella prima chiesa, e intervenissero con il canto e la parola nella liturgia. Con gli storici scopriremo esperienze dimenticate di sante e pellegrine temerarie. Storiche dell’arte illustreranno come cambia l’iconografia della figura femminile dal mondo romano antico a quello cristianizzato.
Al di là dei luoghi comuni della vita dedicata esclusivamente alla famiglia o alla preghiera, infatti, Ancilla Domini riporterà all’attenzione figure esemplari, come la badessa renana Ildegarda di Bingen (1098-1179), scienziata, filosofa, mistica e compositrice, e la meno nota Macrina (330-379), vissuta nel deserto in una delle prime esperienze monastiche femminili, e la pellegrina Egeria, nobile vedova cristiana, che nel IV secolo percorre i sentieri del Sinai e le strade di Gerusalemme.
Incontri, mostre, concerti scandiranno le giornate di Ancilla Domini, la settimana di studio organizzata da Unasp Acli Bologna, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e del Settore Cultura del Comune di Bologna, in collaborazione con i Monaci Benedettini Olivetani – Centro di Spiritualità Monastica.
Il mondo della religiosità femminile sarà messo a fuoco da due mostre:
la prima Sorores in choro. I libri corali delle Domenicane bolognesi (Museo Civico Medievale, inaugurazione 12 aprile, ore 17; fino al 28 settembre) presenta un corpus di quattordici preziosi corali realizzati tra il Due e il Quattrocento per alcuni monasteri di domenicane. Attraverso le musiche che riportano è possibile capire come si svolgevano le ore di preghiera cantata che scandivano la vita delle religiose, mentre dalla cura e dal livello artistico altissimo delle miniature che ornano queste pagine cogliamo la passione per il bello e una disponibilità cospicua di risorse economiche.
La seconda Salve, Regina. Il sacro femminile nella religiosità popolare dell’Appennino bolognese (Basilica Santo Stefano, inaugurazione 13 aprile, ore 16; fino a 11 maggio) dedicata al rapporto privilegiato fra donne e devozione nella cultura popolare con richiami alla cultura “alta”.
Naturalmente il viaggio non prescinderà dalla musica (i concerti avranno tutti luogo presso la Basilica di Santo Stefano):
con interpreti che hanno sempre privilegiato nella ricerca percorsi originali, come Patrizia Bovi (13 aprile ore 17), dell’Ensemble Micrologus: la sua voce, accompagnata dall’arpa, canterà le profezie delle Sibille. Brigitte Lesne e il suo Ensemble Discantus (15 aprile ore 20.30), da anni impegnato nel riproporre musica antica legata a contesti femminili. L’Ensemble Studium (17 aprile ore 20.30), che intonerà le impressionanti musiche lasciateci dalla mistica Ildegarda di Bingen. Mediae Aetatis Sodalicium (19 aprile ore 20.30), noto coro gregoriano diretto da Nino Albarosa e composto di sole voci femminili. Infine (20 aprile ore 20.30), le voci di pellegrine, delle “amma”, le madri del deserto, le eremite ci parleranno con la voce di Francesca Mazza, che ci accompagnerà in un viaggio attraverso testi, memorie, diari nelle meravigliose Sette Chiese che compongono la romanica Basilica di Santo Stefano a Bologna. Accompagna il polistrumentista Fabio Tricomi con musiche tra antico e popolare.
La manifestazione si completa con alcuni seminari teorico pratici:
il primo, guidato da Alessandra Fiori, sul manoscritto Q11 (fine XII/inizio XIII sec.), una delle più antiche fonti custodite nel Museo della Musica di Bologna. Caso assai raro, si tratta di un codice redatto a uso di un monastero femminile contenente musica monodica e polifonie primitive. Alla fine del seminario la musica del manoscritto sarà eseguita dalle corsiste durante una solenne liturgia domenicale in Santo Stefano.
Sempre alla pratica del canto è rivolto il seminario dedicato al gregoriano, diretto da Nino Albarosa. Brigitte Lesne proporrà un incontro sulla prima polifonia francese, da San Marziale di Limoges a Notre-Dame. Infine, Placida Staro, etnomusicologa, terrà un seminario sulla vocalità femminile nelle culture di tradizione orale a partire dall’ascolto e l’esame di nuovi ritrovamenti repertoriali recentemente raccolti e documentati dalla studiosa nel nord e nel sud dell’Italia. (nota: si veda cst dedicato per i dettagli).
Tre le tavole rotonde che arricchiranno Ancilla Domini:
Voci di donna. Quale musica per quale liturgia? (in due sezioni giovedì 17 e venerdì 18 aprile – dalle 17 alle 19.30); Donna e arti figurative alle origini della Cristianità (sabato 19 aprile – dalle ore 17 alle 19.30); Donne pellegrine – donne eremite.
Figure femminili nella Chiesa cristiana delle origini (domenica 20 aprile- dalle 17 alle 19.30)
Intervengono nel corso delle numerose tavole rotonde (si veda programma in allegato):
Nino Albarosa, Bruno Andreolli, Josemi Lorenzo Arribas, Giacomo Baroffio, Giovanni Conti, Francesca Cenerini, Alessandra Fiori, Brigitte Lesne, Ensemble Discantus, Guido Milanese, Mediae Aetatis Sodalicium, Francesca Mazza, Juan Carlos Asensio Palacios, Clementina Rizzardi, Angelo Rusconi, Placida Staro, Fabio Tricomi, Barbara Zanichelli.
Comitato Scientifico Ancilla Domini: Alessandra Fiori, Stefania Roncroffi, Cesarino Ruini, Placida Staro.
Ha contribuito all’organizzazione dell’evento Dina Cucchiaro – Coro Mediae Aetatis Sodalicium.
Come partecipare:
Gli appuntamenti di Ancilla Domini sono a ingresso libero e gratuti.
L’iscrizione ai seminari teorico-pratici è invece obbligatoria, da effettuare entro il 10 aprile scrivendo una e-mail.
Informazioni: tel. 339.6688177, 340.8222296, 328.2644533 – e-mail.


