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Processo Tommy: smontato alibi della Conserva

Oggi a Parma si è tenuta la sesta udienza del processo per il rapimento e la morte di Tommaso Onofri, la testimonianza di un ispettore
dello Sco di Roma ha smontato l’alibi di Antonella Conserva, l’ex
convivente di Mario Alessi sotto processo perche’
accusata di concorso nel sequestro di Tommaso Onofri, il bimbo
di 17 mesi rapito e ucciso la sera del 2 marzo 2006.

Lettiero
Latella, del servizio centrale dello Sco, ha escluso in maniera
decisa che Conserva potesse trovarsi in casa propria la sera del
rapimento di Tommy.
Servendosi dei tabulati forniti dalle compagnie di telefonia
mobile, il poliziotto ha spiegato alla Corte d’assise che il
cellulare di Antonella Conserva alle 19,34 (ora della telefonata
ricevuta dalla commessa del negozio di tessuti Silvana Bettati)
si trovava ”agganciato” alla cella (la porzione di territorio
coperta da un dato segnale) che copre la zona Nord-Est della via
Emilia, non lontano da Casalbaroncolo, il luogo dove si trova l’
abitazione della famiglia Onofri e dove Tommaso e’ stato rapito,
ma lontano da Coenzo, la frazione di Sorbolo dove gli Alessi
avevano casa. La commessa ha dichiarato in aula di aver sentito
all’inizio della telefonata con la Conserva (durata 52 secondi)
”rumori di sottofondo familiari”, che facevano pensare che l’
imputata si trovasse in casa propria. Una testimonianza, quella
della Bettati, che a questo punto dovra’ essere valutata alla
luce di quanto emerso oggi in aula. Latella ha ricostruito anche
la seconda chiamata ricevuta ”dall’utenza in uso a Conserva”
la sera del 2 marzo a rapimento avvenuto (ore 20,17), una
telefonata proveniente dal cellulare di Salvatore Raimondi
(condannato a 20 anni dal gup di Bologna per concorso in
sequestro di persona). Secondo Latella, questa chiamata (durata
10 secondi) e’ stata ricevuta nella cella che copre la zona di
via Buozzi, a Sud di Sorbolo. La tesi dell’accusa (in aula il pm
Lucia Musti) e’ che Conserva, a sequestro avvenuto, fosse andata
a prendere Mario Alessi sul luogo dell’appuntamento. Tesi
aspramente contestata dalla difesa della donna, rappresentata
dall’avvocato Romano Corsi, che sostiene la non categoricita’
delle conclusioni cui e’ pervenuto Latella perche’ la divisione
del territorio in celle avrebbe, a loro dire, dei margini di
errore. Secondo la difesa Conserva, per arrivare a stabilire con
certezza dove si trovasse l’imputata la sera del rapimento ci
sara’ bisogno di affidare ad un tecnico specializzato non di
parte un’apposita perizia.
Nel corso della sesta udienza ha testimoniato anche Salvatore
Giuffre’, coetaneo di Raimondi. L’uomo, piccoli precedenti per
detenzione di cocaina, ha rivelato che Raimondi, in un discorso
con due conoscenti avvenuto alcuni giorni dopo il sequestro di
Tommy, aveva detto: ”Se sapessi chi sono i sequestratori li
ammazzerei con le mie mani”. Prima del sequestro – ha
raccontato il testimone – era stata attivata da Raimondi una
scheda telefonica, intestata pero’ a suo nome.
In aula oggi c’era solo Antonella Conserva sedeva sul banco degli
imputati; ancora assente Mario Alessi, l’uomo accusato di aver
ucciso materialmente Tommy. Il suo legale Laura Ferraboschi ha
annunciato pero’ la presenza di Alessi nell’udienza di lunedi’
prossimo. Per le parti civili si e’ presentato il padre del
bimbo, Paolo Onofri.

















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