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La crisi incide sulla dinamica delle imprese: cresce l’imprenditoria straniera

Al 31 marzo 2012 le imprese attive straniere sono risultate 39.931, pari al 9,4 del totale delle imprese emiliano-romagnole. La loro forte tendenza a crescere ha prevalso sulla crisi economi-ca. Rispetto alla stessa data del 2011 sono state 1.809 in più le imprese straniere in regione, con un aumento del 4,7 per cento. L’aumento delle imprese straniere in Italia è stato ancora più rapido (5,5 per cento) e le ha portate a superare quota 422 mila. È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati dal centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna.

La maggiore incidenza straniera sul tessuto imprenditoriale si registra in Toscana (11,8 per cen-to del totale), quindi in Liguria (10,6 per cento) e in Friuli-Venezia Giulia (10,0 per cento). La quota delle imprese straniere risulta più elevata di quella emiliano-romagnola anche nel Lazio (9,9 per cento) e in Lombardia (9,5 per cento).

La quota delle imprese straniere risulta determinata dalla quota di popolazione straniera pre-sente, nonché dalla composizione settoriale e dallo sviluppo del sistema economico. Secondo i dati Istat, la popolazione straniera iscritta nelle anagrafi dell’Emilia-Romagna ammontava a fine 2010 a 500.597 persone, equivalenti all’11,3 per cento della popolazione complessiva, a fronte di una media nazionale del 7,5 per cento. Riguardo al secondo aspetto, occorre ricordare che il sistema economico regionale è particolarmente sviluppato e in esso l’imprenditoria regionale ha lasciato ampi spazi disponibili a quella straniera. La tendenza alla crescita della quota delle im-prese straniere sul totale assume il carattere di un fenomeno di notevoli proporzioni che prefigu-ra un processo di consistente sostituzione destinato a cambiare profondamente la società.

 

L’algoritmo di calcolo utilizzato da Infocamere per la definizione delle imprese straniere considera le seguenti condizioni. Per le sole società di capitale si definisce straniera un’impresa la cui partecipazione di non nati in Italia risulta complessivamente superiore al 50 per cento mediando le composizioni di quote di partecipazione e cariche attribuite e quindi: percentuale delle cariche + percen-tuale delle quote maggiore di 100. Per le società di persone e le cooperative : percentuale dei soci non nati in Italia maggiore del 50 per cento. Per le altre altre forme societarie :percentuale degli amministratori non nati in Italia maggiore del 50 per cento. La condi-zione di non nati in Italia non ha un diretto collegamento con quella di cittadinanza. Secondo la definizione adottata di nati in Italia, non risultano compresi tra gli “stranieri” i cittadini stranieri nati in Italia mentre sono inclusi i cittadini italiani nati all’estero.

Le imprese straniere nel territorio

Le imprese straniere sono aumentate in tutte le province dell’Emilia-Romagna. La crescita è stata più rapida nelle province di Ferrara (+7,9 per cento) e di Piacenza (+6,5 per cento), più contenuta a Parma (+1,8 per cento). In termini assoluti l’aumento è stato più ampio per le im-prese delle province di Modena (+331 unità) e di Reggio Emilia (+328 unità). La quota delle im-prese straniere sul totale risulta decisamente più elevata (12,4 per cento) a Reggio Emilia, men-tre la più bassa si registra in provincia di Ferrara (6,3 per cento).

La forma giuridica delle imprese straniere

Le imprese straniere sono costituite per la stragrande maggioranza da ditte individuali, l’85,4 per cento del totale, che comprendono molte imprese marginali, quindi da società di persone, 7,7 per cento, da società di capitale, solo il 5,4 per cento, e da cooperative e consorzi, per l’1,5 del totale.

La crescita delle imprese straniere in termini assoluti è da attribuire principalmente alle ditte in-dividuali, in aumento di 1.474 unità, pari al 4,5 per cento. Anche le imprese straniere tendono all’adozione di forme giuridiche più evolute, tanto che la crescita è stata più rapida per le società di capitale (+5,4 per cento) e per le società di persone (+6,1 per cento), ma soprattutto per le imprese costituite sotto altre forme, cooperative e consorzi, (+7,1 per cento).

Le imprese straniere nei settori di attività economica

Due settori in crisi hanno visto gli aumenti assoluti più rilevanti, le costruzioni (+587 unità, +3,7 per cento) e il commercio (+407 unità, +4,4 per cento). La crescita più forte ha riguardato le al-tre attività di servizi (+17,8 per cento), trainata dai servizi per la persona. In senso opposto, l’unica sostanziale riduzione si è registrata per le imprese dei servizi di informazione e comuni-cazione (-4,2 per cento).

La presenza delle imprese straniere è in assoluto più rilevante nelle costruzioni, ove costitui-scono il 22,4 per cento delle imprese del settore e risultano concentrate tra quelle che svolgono “lavori di costruzione specializzati” (26,9 per cento). Gli altri rami di attività nei quali si concen-trano le imprese straniere sono: quello del “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (13,0 per cento), quello dei “servizi di alloggio e ristorazione” (10,6 per cento), e quello del “commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di veicoli” (10,2 per cento).

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