Verdi in Regione sullo stoccaggio gas di Rivara


“Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini deve revocare subito il decreto con cui è stata riattivato il percorso del deposito di gas di Rivara che si trova proprio in un’area che ha subito fortissimi danni a causa del sisma in Emilia Romagna”. Lo dichiara il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli che domanda: “Com’è stato possibile immaginare di costruire un deposito per lo stoccaggio del gas per 3 miliardi di metri cubi in un territorio che è evidentemente un’area ad alto rischio sismico? Continuare con il progetto del deposito di Rivara, che si vuole realizza nell’epicentro del sisma emilianosarebbe una vera e propria follia”.

“Il forte sisma che ha colpito i territori della bassa modenese avrebbe potuto avere effetti catastrofici se fosse stato realizzato lo stoccaggio di gas metano di Rivara, proposto da ERS Rivara Storage e progettato a pochi chilometri dall’epicentro. Ed è per questa ragione che noi Verdi ci siamo sempre opposti alla realizzazione di questo deposito che nel 2007, con il governo Prodi riuscimmo già a bloccare. Un decreto del ministro dell’ambiente del 17 febbraio 2012 (che recepisce un parere favorevole del ministero dei Beni de le Attività culturali del 14 settembre 2011), però ha riavviato le procedure”.

“Bene ha fatto la Regione Emilia-Romagna che ha bocciato il mega deposito di gas e ha approvato un nostro ordine del giorno che invitava il Ministero dell’Ambiente a valutare le alternative rappresentate dai giacimenti di gas naturale esauriti presenti nella pianura emiliano-romagnola, i quali sono senza dubbio da considerarsi sicuri anche in caso di gravi calamità naturali e per queste ragioni possono essere utilizzati per lo stoccaggio del metano, E’ da irresponsabili dichiarare, come ha fatto ERS, che lo stoccaggio proposto potrebbe resistere anche a terremoti più violenti – spiega Gabriella Meo, consigliera regionale dei verdi in Emilia Romagna -. Questa sicurezza non può essere garantita da nessuno e i cittadini dell’Emilia-Romagna non possono essere utilizzati come cavie per sperimentare nuovi sistemi di stoccaggio di metano in aree sismiche”.

“Per questi motivi chiediamo al Ministero dell’Ambiente di non autorizzare nemmeno la fase preliminare di accertamento per la realizzazione del progettato stoccaggio – conclude Bonelli -. Del resto chiunque può comprendere che non avrebbe senso autorizzare l’accertamento, che costerà all’azienda qualcosa come 20 milioni di Euro, essendo ormai evidente che quel genere d’impianto è incompatibile con un territorio che è ad altissimo rischio sismico, come dimostrano gli effetti del terremoto”.