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Lo stabulario dell’Ateneo modenese e quello del Negri insieme per governare la ricerca pre-clinica in modo efficacie e trasparente

Governare la ricerca pre-clinica in modo efficacie e trasparente attraverso la creazione di un network tra gli stabulari italiani (MOMIT) allo scopo di creare sinergie nelle procedure e nell’ottimizzazione delle risorse. Questo l’ambizioso progetto che vede coinvolti il Centro Servizi Stabulario Interdipartimentale dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e l’Animal Care Unit dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano che verrà presentato martedì 22 febbraio 2011 presso la sede dell’istituto milanese (Via La Masa 19, Milano) in una giornata di studio che avrà inizio alle 8,30, alla quale parteciperanno rappresentanti del mondo accademico e della ricerca privata tra cui Silvio Garattini (Direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Aldo Tomasi (Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia), Stefano Cencetti (Direttore generale del Policlinico di Modena) e Giovanni Botta del Ministero della Salute.

Cuore del workshop sarà la presentazione dell’esperienza che ha unito Modena e Milano nel percorso di certificazione ISO9001, e che vorrebbe essere un trampolino di lancio per la costruzione del network MOMIT (MOdena Milano-Italia, questo il significato dell’acronimo), come illustreranno Giuliano Grignaschi (responsabile della Animal Care Unit dell’IRF Mario Negri di Mialno) e Renata Battini (Direttore del Centro Servizi Stabulario Interdipartimentale dell’Ateneo modenese-reggiano). Lo Stabulario modenese, unico nel panorama pubblico, è stato certificato nel 2008, mentre quello milanese è stato certificato nel 2009.

Il workshop, ha lo scopo di proporre ai diversi responsabili di stabulario che parteciperanno all’evento, un innovativo sistema di gestione degli stabulari come strumento per affrontare i temi caldi dell’attività di ricerca preclinica come l’armonizzazione delle procedure, i rischi professionali e il grande tema della trasparenza di un sistema spesso poco conosciuto dall’opinione pubblica e per questo spesso criticato per presunti maltrattamenti di animali.

“Il nostro mestiere – dice la professoressa Renata Battini, Direttore del Centro Servizi Stabulario Interdipartimentale dell’Università – non è certo quello di maltrattare animali. Lo stabulario svolge un fondamentale ruolo di supporto alla ricerca preclinica su farmaci e dispositivi medici, solo in casi di documentata forza maggiore, fa uso di animali vivi. L’avanzamento della conoscenza in diversi ambiti della ricerca biomedica non può prescindere dall’impiego dell’animale, che non è comunque mai utilizzato con noncuranza. I ricercatori devono pre-sentare un progetto che attesti l’assoluta necessità di utilizzare animali ed è il Comitato Etico dell’Ateneo per la Sperimentazione Animale che avvalla o meno questa necessità. Solo i progetti che vengono approvati arrivano alla fase sperimentale e anche in questa lo Stabulario è attrezzato per ospitare gli animali nelle migliori condizioni possibili, sia perché lo prescrivono la legge e la civiltà sia perché è ormai provato che gli animali mantenuti in contesti confortevoli danno migliori risultati riguardo alla ricerca. Certo, questi animali saranno oggetto di sperimentazioni in vivo e potranno morire, ma la loro condizione di vita è per molti aspetti migliore rispetto a quella degli animali allevati per uso alimentare. Trasparenza, garanzie, uso etico dell’animale, miglioramento sono alcune parole chiave per interpretare il lavoro che le due strutture hanno fatto e stanno facendo, con il fondamentale contributo dell’entusiasmo e della professionalità delle responsabili qualità, dott.ssa Flavia Parise (CSSI- Modena) e dott.ssa Eleonora Zennaro (IRF M.Negri-Milano) supportate dal dott. Gianfranco Baraghini (Ufficio qualità dell’azienda Policlinico)”.

Il Centro Servizi Stabulario Interdipartimentale (CSSI) è costituito da due Sezioni. La sezione del Comparto Biologico o Biostab, in Via Campi, è stata sottoposta a recente ri-strutturazione. I lavori, terminati nel mese di giugno 2007, hanno portato al miglioramento delle condizioni ambientali, con particolare riguardo alla biosicurezza, nell’ottica di garantire l’allevamento e il mantenimento di animali SPF (specified pathogen free, cioè liberi da pato-geni specifici). Attualmente il Biostab si configura come uno stabulario SPF in cui possono entrare soltanto animali provenienti da allevamenti certificati per essere mantenuti in condizioni sanitarie e ambientali rigidamente controllate. L’uso di animali SPF è oggi fortemente raccomandato per gli studi di immunologia e di genetica, di tossicologia e di oncologia. La sezione del Policlinico o Polistab, è uno stabulario di tipo convenzionale per animali di piccola e grossa taglia. Pur non essendo dotata di ambienti capaci di contenere gli animali entro una “barriera”, mantiene gli animali salvaguardando il loro benessere e limita il contatto con microrganismi potenzialmente patogeni grazie al rispetto di norme di corretta manipolazione e stabulazione. Gli animali convenzionali sono tuttora largamente utilizzati nella ricerca biomedica e medica, in particolare negli studi di fisiologia, farmacologia e neuropsicologia sperimentale, oltre che in oncologia, e nella messa a punto di tecniche chirurgiche e micro-chirurgiche nel campo della medicina sperimentale. Il Polistab è dotato di due sale chirurgiche attrezzate.

Il CSSI serve tutti i ricercatori dell’Ateneo che abbiano esigenza di svolgere sperimentazioni su animali, principalmente biologi, farmacologi, ma anche clinici, soprattutto oncologi. Offre assistenza nella redazione del progetto scientifico programmatico indispensabile all’utilizzo della struttura, assistenza nell’individuazione e nell’attuazione delle procedure sperimentali, assistenza veterinaria per anestesia e chirurgia oltre che per quanto riguarda il benessere animale, assistenza nella valutazione dei risultati sperimentali, assistenza nella ricerca di partner per l’esecuzione e il completamento delle procedure. Esso ha iniziato da alcuni anni, grazie al Quality Center Network, una serie di collaborazioni con la realtà Biomedicale modenese.

“Proprio la collaborazione con il Quality Center Network – spiega il dottor Stefano Cencetti, Direttore generale del Policlinico – ha portato al processo di certificazione dello Stabulario, che si è potuto avvalere del contributo dell’Ufficio Assicurazione Qualità del Policlinico, che ha permesso al centro modenese di essere la prima realtà pubblica italiana a certificarsi per la sperimentazione preclinica sugli animali. L’esperienza maturata assieme al Mario Negri, dal 1961 struttura leader nel campo della ricerca farmacologica, permette oggi di proporre al mondo della ricerca nazionale un network di stabulari che abbia lo scopo di garantire trasparenza e razionalizzazione dei percorsi. Una struttura pubblica, assieme a una struttura privata, si pongono come promotori di un percorso che possa certificare la qualità dell’intero si-stema nazionale: si tratta ancora una volta della dimostrazione che una sinergia intelligente tra due mondi un tempo visti come inconciliabili, possa avere effetti virtuosi dal punto di vista economico, della qualità oltre che del rispetto dei valori della vita e della dignità di tutti gli esseri viventi”.

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