
Una forte attenzione alle specifiche competenze e alle specializzazioni, anche professionali, delle volontarie e dei volontari, componente essenziale del sistema di Protezione civile, per affrontare in modo mirato emergenze complesse e diversificate.
È la principale novità della nuova convenzione tra l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile e le organizzazioni del volontariato, che investe su questo patrimonio di competenze promuovendo formazione, addestramento e qualificazione tecnica, oltre all’impiego di moduli specialistici e attrezzature per le operazioni della Colonna mobile regionale. Accanto alle conoscenze di base, condivise da tutti i volontari, ci sono infatti specializzazioni che vanno dalla gestione del rischio idraulico e idrogeologico all’antincendio boschivo, dalla logistica avanzata alle telecomunicazioni in emergenza e all’assistenza alla popolazione. Ma anche l’allestimento, la gestione e la sorveglianza dei campi d’accoglienza e delle strutture per la messa in sicurezza degli animali d’affezione e da reddito.
“Il volontariato è un pilastro fondamentale di tutte le attività di Protezione civile, sia in emergenza, sia in situazioni ordinarie- sottolinea la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini-. Questa convenzione garantisce la continuità e l’operatività dell’attuale sistema del volontariato regionale, ma prevede anche che la platea di disponibilità e competenze possa ridefinirsi a seguito del percorso di aggiornamento della direttiva nazionale sul volontariato di Protezione civile a cui anche la disciplina regionale si dovrà allineare. Dunque- aggiunge Rontini-, in armonia con le future indicazioni, la Regione potrà riformulare le modalità di coinvolgimento delle associazioni, integrare o modificare i criteri che regolano il rapporto col volontariato”.
“Il rinnovo della convenzione riconosce il valore umano e professionale del volontariato di Protezione civile e sottolinea l’importanza strategica del contributo delle associazioni nelle attività di prevenzione, gestione delle emergenze e supporto alla popolazione- spiega Sergio Zaniboni, presidente del Comitato regionale di coordinamento del volontariato di Protezione civile-. Si consolida un modello operativo basato sulla cooperazione istituzionale, sulla formazione continua dei volontari e sul potenziamento delle capacità di intervento in caso di rischio idrogeologico, eventi climatici estremi, incendi boschivi ed altre emergenze. E si tratta- prosegue Zaniboni- di un passo importante per garantire continuità e qualità alle attività quotidiane dei volontari, un impegno che rafforza concretamente la resilienza delle comunità e la tutela del territorio regionale”.
La convenzione triennale regola i rapporti e gli ambiti di collaborazione, la gestione dei mezzi e dei materiali in uso ai volontari, la partecipazione ai momenti di formazione, alle esercitazioni e agli addestramenti. Si tratta di un sodalizio già consolidato da anni, su cui si fonda l’efficienza e la forza del sistema regionale di protezione civile, fondato sull’integrazione tra istituzioni e volontariato per migliorare l’efficacia delle attività di prevenzione, gestione delle emergenze e supporto alla popolazione.
Alla convenzione aderiranno le 18 organizzazioni che costituiscono la Colonna mobile regionale: 9 coordinamenti (Consulte o Comitati) provinciali del volontariato di protezione civile, 6 distaccamenti regionali di organizzazioni nazionali (Ana – Associazione nazionale alpini, Cri – Croce Rossa italiana, Anpas – Associazione nazionale pubbliche assistenze, Anc Associazione nazionale carabinieri, Agesci – Associazione guide e scouts cattolici italiani, Federgev – Guardie ecologiche volontarie), 3 organizzazioni tecniche specialistiche o di supporto alle organizzazioni (Associazione tecnici per la protezione civile, Saer – Soccorso alpino Emilia-Romagna, il Centro servizi del volontariato). Questa sottoscrizione regola di fatto l’attuale sistema del volontariato di protezione civile nei suoi rapporti con la Regione in quanto le 439 associazioni locali iscritte all’elenco territoriale dell’Emilia-Romagna sono afferenti ad una delle diciotto organizzazioni firmatarie.
I punti principali della convenzione
I Piani operativi annuali (Poa) delineano il quadro dettagliato delle attività, dei progetti e delle acquisizioni per cui sono previsti contributi, finanziamenti o rimborsi alle associazioni da parte dell’Agenzia regionale. Possono essere sostenute attività per la gestione della sede dell’associazione o dei Centri unificati; incontri, esercitazioni, manifestazioni in materia di Protezione civile e tutte le azioni di coinvolgimento dei volontari nella lotta agli incendi di bosco, dal presidio presso i punti di avvistamento sul territorio alle perlustrazioni, fino alla presenza nelle sale operative e nei Cup. L’Agenzia promuove anche la formazione dei volontari: i corsi base per acquisirne lo status e quelli più tecnico-specialistici, un approfondimento sulla sicurezza e l’autotutela, sull’uso dei dispositivi di protezione individuale, sull’utilizzo dei mezzi e delle attrezzature, le abilitazioni a condurre automezzi particolari (carrelli, gru, patenti speciali ecc), la guida in sicurezza, l’addestramento delle unità cinofile per la ricerca di persone disperse o travolte da macerie. Le associazioni di volontariato possono organizzare anche occasioni pubbliche di informazione alla popolazione sui rischi, nelle scuole, campagne di reclutamento di nuovi volontari o di avvicinamento dei giovani alla Protezione civile. La gestione e il potenziamento delle attrezzature e dei mezzi della colonna mobile regionale in dotazione al mondo del volontariato è un altro ambito previsto dall’accordo che regola tutti gli adempimenti necessari da parte delle associazioni (revisioni, manutenzioni, assicurazioni, ripristino delle dotazioni e richiesta di nuove acquisizioni) affinché sia sempre garantita la pronta operatività dei mezzi.









