La storia e la memoria del Novecento non rappresentano soltanto un patrimonio da custodire, ma una radice viva, che continua a nutrire la democrazia, che aiuta a leggere con sguardo consapevole il presente e a orientare le sfide future.
Valorizzare questo patrimonio, trasmetterlo e divulgarlo per la Regione Emilia-Romagna rappresenta un impegno concreto, su cui ogni anno continua a investire. Finanziando, anche attraverso il bando previsto dalla legge regionale 3/2016, progetti e iniziative legati ai percorsi della Memoria, in particolare all’80^ anniversario della nascita della Repubblica e all’introduzione del diritto di voto alle donne.
A conclusione del bando, la cui graduatoria è stata approvata dalla Giunta nell’ultima seduta, sono 53 i progetti ammessi a finanziamento, che potranno contare complessivamente su 400mila euro; vengono così interamente utilizzate le risorse disponibili. Destinatari dei contributi sono: 31 associazioni, fondazioni e istituzioni senza fini di lucro (finanziamento complessivo di 253.420 euro); 13 Comuni con meno di 15mila abitanti (69.680 euro); 9 Comuni con più di 15mila abitanti (76.900 euro).
“La Regione Emilia-Romagna conferma il proprio impegno nel promuovere la memoria del Novecento come patrimonio vivo, capace di parlare al presente e alle nuove generazioni- afferma l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. I 53 progetti che sosteniamo raccontano proprio questo: una comunità che non dimentica, che interroga la propria storia e che la trasforma in impegno civile, in partecipazione. Quest’anno abbiamo posto un’attenzione particolare ai progetti e alle iniziative legati agli 80 anni della nascita della Repubblica e del diritto di voto alle donne: conquiste ottenute grazie al coraggio, all’altruismo, al senso di responsabilità che ha spinto tante donne e uomini a sacrificare anche la vita per conquistare e difendere la libertà, la democrazia e la parità dei diritti”.
“Siamo convintamente al fianco di realtà che lavorano ogni giorno per fare memoria e tramandarla ai più giovani, un dovere che appartiene alle istituzioni e a ognuno di noi- aggiunge Allegni-. Colpisce la forza e la passione che emergono da queste iniziative, accomunate dallo stesso filo conduttore: l’idea di una memoria che non divide, ma unisce; che non si limita a ricordare, ma costruisce legami, responsabilità condivisa, cittadinanza. Progetti che si contraddistinguono per la capacità di coinvolgere i giovani, di utilizzare nuovi strumenti narrativi e di mettere in rete luoghi e comunità, perché la memoria non sia solo conservazione, ma esperienza attiva e consapevole. Sostenere queste esperienze- chiude l’assessora- significa scegliere, ancora una volta, da che parte stare: dalla parte della democrazia, della libertà, della partecipazione, dell’uguaglianza”.
Numerose e molto varie le iniziative e i progetti proposti, che uniscono memoria storica, partecipazione civica, innovazione dei linguaggi e radicamento territoriale: percorsi e cammini della memoria, con trekking sui luoghi della Liberazione, itinerari storici e passeggiate “costituzionali”; attività per scuole e giovani, con laboratori didattici, concorsi e percorsi educativi sul primo voto e sulla nascita della Repubblica; eventi culturali che prevedono spettacoli teatrali, musicali e performance partecipative. E ancora: mostre e installazioni, con esposizioni storico-documentarie e fotografiche, anche attraverso il dialogo tra materiali d’archivio e linguaggi contemporanei; progetti digitali e multimediali, podcast geolocalizzati, reti di QR code e produzioni audiovisive; incontri pubblici e divulgativi quali presentazioni di libri, conferenze e momenti di approfondimento aperti alla cittadinanza; costruzione di archivi e raccolte di memoria, anche attraverso la raccolta di testimonianze orali e la creazione di archivi vocali o documentali. Visite guidate e valorizzazione di luoghi storici come musei, archivi, paesaggi della memoria, per arrivare a strumenti ludico-educativi che propongono giochi storici e format interattivi per la divulgazione.
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, 16 progetti riguardano la provincia di Bologna, 9 Modena, 7 Reggio Emilia, 5 Ravenna, 5 Rimini, 3 ciascuna Forlì-Cesena, Parma e Piacenza, 2 Ferrara.
I progetti saranno realizzati nell’anno solare 2026 e si svolgeranno all’interno del territorio regionale.
Il bando 2026
Il bando di quest’anno finanziava in particolare attività e iniziative di dimensione sovralocale che avessero questi obiettivi: interventi di valorizzazione dei percorsi regionali collegati ai luoghi della memoria come i musei dedicati alla conservazione, alla ricerca e alla presentazione della storia del XX secolo; interventi di studio, ricerca e raccolta di testimonianze sui luoghi della storia del Novecento in Emilia-Romagna; interventi di valorizzazione dei luoghi e del patrimonio culturale insistente sulla Linea Gotica e sul Cammino di Pace da Monte Sole a Sant’Anna di Stazzema e dei luoghi della memoria presenti sui percorsi nelle rotte di commemorazione europea. E ancora, progetti a sostegno della valorizzazione dei luoghi della memoria e dei percorsi regionali ad essi collegati, anche ai fini della promozione del patrimonio culturale del territorio regionale; infine, eventi che possano commemorare incisivamente ed efficacemente la memoria del Novecento, in particolare la promozione di iniziative per celebrare l’ottantesimo Anniversario della nascita della Repubblica e dell’estensione del diritto di voto alle donne, nel giugno 1946.
Sul sito https://patrimonioculturale.regione.emilia-romagna.it/leggi-atti-bandi/avvisi-e-bandi/memoria2026 tutte le informazioni sulla graduatoria e l’indicazione dei contributi assegnati ai progetti promossi.
Ulteriori finanziamenti agli Istituti storici
Non solo. Perché la Giunta, con altra delibera, ha dato anche il via libera al finanziamento di alcune integrazioni ai programmi di attività presentati nell’ambito delle convenzioni triennali in essere con gli Istituti storici, sempre sulla base della legge regionale 3/2016. In particolare, l’Istituto Parri di Bologna, per lo sviluppo del progetto ‘A passo di liberazione’, condiviso con tutti gli altri Istituti (13.500 euro per il 2026 e 11.500 per il 2027, che si aggiungono alle risorse stanziate dall’Assemblea legislativa). La Fondazione per il recupero e la valorizzazione della memoria storica del Campo di Fossoli per la ristampa del catalogo del Museo del Deportato di Carpi e la realizzazione della versione in lingua inglese (10.000 euro). L’Isrec – Istituto di storia contemporanea di Piacenza Aps per il recupero, l’inventariazione e la valorizzazione dell’archivio storico della sezione locale dell’Associazione nazionale fra mutilati ed invalidi di guerra, che sarà depositato presso la sede dell’Isrec di Piacenza (6.000 euro per il 2026 e 10.000 per il 2027).









