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Il Comune di Bologna parte civile nei procedimenti per reati di matrice omolesbobitransfobica

La Giunta comunale, su proposta della vicesindaca Emily Clancy, ha approvato una delibera in cui si impegna a prevenire e contrastare i crimini d’odio.

In particolare, previa raccolta del consenso da parte delle vittime, l’Amministrazione si impegna a valutare la costituzione quale parte civile nei procedimenti penali relativi a reati di matrice omolesbobitransfobica commessi sul territorio comunale, anche tramite atti intimidatori penalmente perseguibili rivolti contro spazi di aggregazione della comunità LGBTQIA+. Sarà l’Avvocatura comunale a valutare la fattibilità concreta a livello processuale della costituzione in parte civile.

La proposta di impegnare i Comuni, a livello nazionale, su questa azione proviene dalla Rete RE.A.DY (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere), su impulso della rete Lenford (Avvocatura per i diritti LGBTI+) ed è stata ad oggi raccolta da Milano e Bologna.

Il Comune ribadisce con questa scelta l’obiettivo di rappresentare l’interesse collettivo nella lotta contro l’odio, la violenza e la discriminazione, rafforzato dall’impegno a devolvere l’eventuale risarcimento a sostegno di azioni e interventi di prevenzione che il Comune già mette in campo a vari livelli.

Tramite il il Patto generale di collaborazione per la promozione e la tutela dei diritti delle persone LGBTQIA+, rinnovato nel 2022, il Comune sostiene i due Centri Antidiscriminazione (CAD) riconosciuti dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR): “Spazio Cassero” a cura di Arcigay Il Cassero e “STAR” a cura di Movimento Identità Trans (MIT). Assieme allo Sportello Antidiscriminazioni (SPAD) comunale, i centri rappresentano un sistema cittadino integrato di intervento e di raccolta dati basato su un set comune di indicatori e su un’accezione multidimensionale di discriminazione.

Tra il 2023 e il 2025, il Comune ha esteso progressivamente il diritto all’adozione di una identità alias al personale del Comune di Bologna, agli abbonamenti Tper per la cittadinanza e all’utenza dei servizi biblioteche aderenti al Polo Bibliotecario Bolognese.

Lo scorso anno il Sindaco ha sottoscritto con i/le rappresentanti legali della Corte d’Appello di Bologna,  la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bologna, l’Ordine degli Avvocati di Bologna, l’URCOFER (Unione Regionale dei Consigli degli Ordini Forensi dell’Emilia Romagna), la Prefettura di Bologna e la Regione Emilia-Romagna il Protocollo d’intesa per la promozione di una cultura del rispetto e la prevenzione dei reati d’odio attraverso iniziative in ambito giuridico, educativo e istituzionale.

Oggi questa scelta porta compimento un lavoro di attuazione dei principi costituzionali, riconoscendo che ogni atto di discriminazione e violenza contro le persone in ragione del loro orientamento sessuale o dell’identità di genere costituisce un pericolo per la salute e un ostacolo al godimento del diritto a un’esistenza sicura, libera e dignitosa in qualsiasi contesto essa venga a svolgersi.

 

 

















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