“Il Circolo Culturale Artemisia APS sostiene il NO alle prossime consultazioni referendarie del 22-23 marzo 2026, non semplicemente accodandosi a una pur nobile e necessaria posizione generalista, ma cercando di denunciare i pericolosi effetti che la riforma porterebbe nei tribunali quando sono le donne a denunciare una violenza.
Facendo nostre alcune riflessioni dell’UDI, ci chiediamo: se la politica inizia a controllare di fatto la magistratura, quanto ci vorrà prima che la magistratura persegua ideologicamente gli obiettivi della politica snaturando la propria ragion d’essere?
Prendiamo il ddl Bongiorno, ad esempio, e ammettiamo che diventi legge. Quale sarà l’interpretazione che nelle aule di tribunale sarà data dei casi di violenza sessuale? Quella assodata dalla giurisprudenza di Cassazione, che il dissenso lo presume, oppure quella per cui Bongiorno e i suoi stanno ingaggiando una lotta ideologica indecente, che confina ancora le donne nel ruolo di oggetti, destinatari di azioni sessuali, per cui al massimo possono esprimere dissenso, urlando forte e possibilmente riportando inequivocabili escoriazioni vaginali? In tribunale verrà applicato il diritto o si sarà tentati di compiacere la maggioranza di governo, pena battute d’arresto per il magistrato di carriera e sanzioni?
Il sommerso della violenza aumenterebbe ancora e a dismisura, a causa della sfiducia delle donne nel denunciare.
Vogliamo questo?
Già è un problema ora la colpevolizzazione delle donne in tribunale, vogliamo che la Costituzione modificata in sette dei suoi articoli blindi e cristallizzi ciò?
Torneremmo indietro di molti decenni e i nostri sforzi di sensibilizzazione si vanificherebbero.
Per questo auspichiamo che la cittadinanza, dopo una adeguata informazione, partecipi in massa all’imminente referendum e voti NO”.
(Circolo culturale Artemisia Sassuolo)


