Una giornata di festa per celebrare una nuova storia che nasce negli spazi della Stazione Rulli Frulli: la Fondazione Rulli Frulli. Una nascita annunciata sabato 14 marzo da Federico Alberghini – fondatore della Banda Rulli Frulli, presidente e direttore della neonata Fondazione – davanti a una platea composta dalle famiglie di ragazzi coinvolti nelle attività, dalle imprese sponsor delle iniziative Rulli Frulli, di tanti sostenitori e di una folta rappresentanza del mondo politico e sociale del territorio, dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale al suo predecessore e oggi eurodeputato Stefano Bonaccini, dal prefetto di Modena Fabrizia Triolo al presidente della Provincia Fabio Braglia, dal presidente Ucman e sindaco di Finale Emilia Claudio Poletti, affiancato da tutti i sindaci dell’Unione, ai primi cittadini delle vicine Mirandola, Cento e Carpi, dal direttore generale di Ausl Modena Mattia Altini ad alcuni consiglieri regionali.
“Dopo 17 anni di lavoro – dice il presidente della Fondazione Rulli Frulli, Federico Alberghini – mettiamo finalmente a sistema il mondo Rulli Frulli e tutti i progetti sviluppati all’insegna dell’inclusività, secondo un metodo che l’Università Cattolica ha reso scientifico, definendone tutti gli aspetti e certificandone la capacità di realizzare un modello di sviluppo nuovo. Ora con la Fondazione Rulli Frulli e la Cooperativa Sociale, che rappresenterà il suo braccio operativo, nasce una realtà importante nella quale confluiranno le 13 bande Rulli Frulli, che in Italia coinvolgono 2600 ragazzi, oltre alla Banda Rulli Frulli della Scuola italiana Marconi di New York, istituto con il quale abbiamo appena siglato un contratto per tre anni, e a tutte le attività che svolgiamo, dai Rulli Frullini alla Radio Rulli Frulli, dalla falegnameria sociale Astronave Lab a Rulli Frulli Food, con il bar ristorante La Stazione, il food truck e il vagone ristorante sistemato nel piazzale della stazione”.
La Fondazione Rulli Frulli avrà un proprio consiglio di amministrazione, presieduto da Federico Alberghini e composto da Paolo Molinari (Casoni Liquori), Mirko Dal Pozzo (Sinergas), Danny Breveglieri, Alberto Brambilla (presidente dell’Aps Rulli Frulli), Deborah Borghi e Marco Golinelli. Sono previsti anche un consiglio di indirizzo e un comitato scientifico del quale farà parte, tra gli altri, l’information designer finalese, Giorgia Lupi, socia dello studio di design Pentagram e co-fondatrice dello studio di ricerca e design Accurat, residente da tempo negli Stati Uniti.
“Con la nascita della Fondazione – aggiunge Alberghini – salutiamo anche quella della Cooperativa sociale, che sarà presieduta dall’avvocato Deborah Borghi e che, su indirizzo del consiglio di amministrazione della Fondazione, si occuperà concretamente delle attività che ruotano attorno al mondo Rulli Frulli. Ci saranno novità anche nella Banda Rulli Frulli, con Sara Setti che, dopo due anni di affiancamento, sarà la nuova direttrice”
A quattro anni dall’inaugurazione dell’immobile messo a disposizione dall’amministrazione comunale e diventato la Stazione Rulli Frulli – inaugurazione avvenuta alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del decennale del terremoto – il metodo di lavoro Rulli Frulli, studiato e codificato dall’Università Cattolica di Milano, ha fornito risultati importanti e raggiunto traguardi che potevano, forse, essere solo immaginati.
“Sono certo che Fondazione e Cooperativa – commenta il sindaco di Finale Emilia, Claudio Poletti – saranno le piattaforme ideali per permettere lo sviluppo di quell’economia generativa della quale i Rulli Frulli sono un simbolo importante e soprattutto un esempio che, ne sono certo, il nostro territorio, fatto di gente laboriosa, resiliente e solidale, saprà raccogliere. L’economia generativa costituisce un modello di sviluppo che si basa anche su inclusione e solidarietà, tenendo conto di dimensioni sociali e umane spesso sottovalutate o addirittura ignorate dal sistema economico corrente. Puntare sulle relazioni sociali, l’inclusione, il recupero e il riuso concreto di cose e materiali, ci allontana dal velleitario mondo dei social per renderci tutti più solidali, capaci di costruire insieme un futuro migliore”.



