Dal 2001 al 2013, un uomo di 46 anni originario di Castelnovo né Monti ha compiuto una serie reiterata di reati contro il patrimonio e la fede pubblica, operando principalmente nelle province di Ravenna, Bologna e Forlì. Nel dettaglio, è stato accertato che ha portato a termine dieci truffe aggravate nei territori di Imola, Lugo, Ravenna, Conselice e Sant’Agata sul Santerno, oltre a due furti aggravati commessi a Russi e Vedrana di Budrio. A ciò si aggiunge un episodio di sostituzione di persona avvenuto a Conselice (RA) nell’aprile del 2013.
A seguito di un processo presso il Tribunale ordinario di Ravenna, l’uomo è stato giudicato colpevole e, con sentenza emessa il 27 marzo 2019, è stato condannato a una pena detentiva di 2 anni e a una multa di 800 euro. La sentenza è diventata definitiva il 6 novembre 2019. Successivamente, il condannato ha richiesto l’affidamento in prova ai servizi sociali, ma tale istanza è stata rigettata dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna il 3 febbraio 2026. Alla luce di questa decisione, il 10 marzo 2026 l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Ravenna ha disposto la revoca del decreto di sospensione dell’ordine di carcerazione e il ripristino dello stesso.
Il provvedimento è stato eseguito nel pomeriggio del 15 marzo scorso dai Carabinieri della Stazione di Rubiera, che hanno fermato l’uomo presso la stazione ferroviaria locale. Dopo l’arresto, il 46enne è stato condotto in carcere per l’espiazione della pena prevista.


