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Al Policlinico torna la “Scuola dell’Asma” per sfatare farsi miti e aiutare i pazienti

La professoressa Bianca Beghè spiega il percorso di formazione: “Ecco come poter convivere con la malattia”

Riprende martedì prossimo, 10 marzo l’appuntamento con la “Scuola dell’Asma” ideata dalla Professoressa Bianca Beghè e promossa dalla Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, diretta dal Professor Enrico Clini. Si tratta di un percorso di formazione per i pazienti asmatici nel quale gli specialisti spiegano quanto si necessario conoscere e riconoscere per questa malattia, restando a disposizione per rispondere alle loro domande e dubbi per indirizzarli correttamente. Il prossimo incontro del 10 marzo è programmato alle ore 18 presso l’Aula al terzo piano del Centro Oncologico Modenese, nella palazzina Beccaria dell’area del Policlinico.

«Gli incontri – spiega la Professoressa Bianca Beghè – fanno sì che si possano sfatare anche determinati miti legati alla malattia: spiegarli aiuta a creare una relazione empatica con il paziente, in modo da rassicurarlo e fornirgli tanti elementi di conoscenza decisivi per una convivenza “pacifica” con questa malattia cronica. I pazienti devono essere convinti e rassicurati sulla necessità di proseguire le cure sempre, anche se i sintomi scompaiono. Soltanto questo previene i rischi di riacutizzazione e ospedalizzazione».

Molte sono infatti le credenze da sfatare nel campo dell’asma bronchiale. «Una terapia inalatoria – conclude la Professoressa Beghè – non significa che sia per questo una cura meno efficace; il farmaco di scelta è rappresentato dal cortisone e non dai broncodilatatori che agiscono unicamente sul sintomo, in quanto curare l’infiammazione significa agire sul meccanismo su cui si basa la malattia. Inoltre, l’assunzione di cortisonici inalatori non comporta gravi effetti indesiderati come l’aumento di peso corporeo, proprio perché l’utilizzo di una via inalatoria rende minimi o trascurabili gli effetti secondari della cura. Non dimentichiamoci infine di come il fumo possa aggravare l’andamento della malattia».

















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