“Il Comune non partecipa alla Fondazione di Modena, ma ha in essa soltanto diritti di designazione nel consiglio di indirizzo. Il presidente Tiezzi mi ha comunicato e tenuto sempre al corrente sulla vicenda. Negli ultimi cinque anni i contributi assegnati dalla Fondazione e registrati nella contabilità del Comune ammontano a poco meno di 20 milioni di euro”. Sono alcune delle informazioni date dal sindaco Massimo Mezzetti durante il Consiglio comunale di lunedì 2 marzo, quando ha risposto al consigliere Ferdinando Pulitanò (FdI) che aveva presentato un’interrogazione per fare piena luce sui rapporti tra il Comune di Modena e la Fondazione.
In particolare, facendo riferimento a quanto reso noto dalla stessa Fondazione di Modena e alle notizie, apparse sulla stampa locale, sull’ammanco scoperto ad ottobre 2025 e frutto di “un’attività fraudolenta ai danni dell’Ente”, Pulitanò chiedeva all’Amministrazione se è stata ufficialmente informata della vicenda; quali rapporti, economici e non, intercorrano tra Comune e Fondazione e quali risorse quest’ultima abbia erogato all’Amministrazione comunale negli ultimi cinque anni. Oltre a ciò, il consigliere chiedeva informazioni su quali forme di rappresentanza, controllo o vigilanza il Comune detenga all’interno degli organi della Fondazione e se il Collegio dei revisori di questa ha informato della situazione l’Autorità di vigilanza.
Rispondendo in aula, il sindaco Massimo Mezzetti ha affermato di essere stato informato dal presidente della Fondazione di Modena, Matteo Tiezzi, in coincidenza con il momento in cui la vicenda è divenuta di dominio pubblico, ricevendo aggiornamenti sui successivi sviluppi. Il sindaco ha quindi ribadito che quanto accaduto “è di assoluta gravità” e ha ricordato che sono in corso “i doverosi approfondimenti da parte della magistratura tramite l’indagine che è condotta dalla Guardia di Finanza”.
Mezzetti è quindi entrato nel merito dei rapporti economici tra Comune e Fondazione, fornendo i dati relativi agli ultimi cinque anni e specificando che in questo arco di tempo “i contributi assegnati dalla Fondazione e registrati nella contabilità del Comune ammontano a poco meno di 20 milioni di euro: 13 milioni sono contributi che coprono spese in parte corrente, 7 milioni di euro coprono investimenti, ovvero spese in conto capitale”.
Nello stesso periodo, ha aggiunto il sindaco, i trasferimenti correnti assegnati alla Fondazione e registrati come spese impegnate dal Comune ammontano complessivamente a 200 mila euro (40 mila euro annui), destinati al sostegno congiunto di Comune e Fondazione a un bando per il finanziamento di progetti di utilità sociale nel campo della cooperazione internazionale. Cifre queste, ha specificato, che sono “al netto del riaccertamento ordinario per l’anno 2025, attualmente in corso, e che potrebbero subire lievi variazioni, comunque non significative”.
Il sindaco ha poi chiarito la natura giuridica dell’ente, ricordando che la Fondazione nasce dal processo di privatizzazione delle banche pubbliche previsto dalla legge Amato (n. 218 del 1990) e che, come tutte le fondazioni bancarie, è un soggetto non profit, privato e autonomo. In particolare, ha evidenziato che “il Comune di Modena non partecipa alla Fondazione, ma ha in essa soltanto diritti di designazione (4 membri su 20) nel consiglio di indirizzo”, ossia l’organo collegiale della Fondazione che a sua volta “nomina il Consiglio di amministrazione, composto dal Presidente della Fondazione e da altri 6 membri”.
Per quanto riguarda i controlli, Mezzetti ha spiegato che la Fondazione dispone di un Collegio dei revisori dei conti nominato dal Consiglio di indirizzo e che il bilancio è certificato dalla società di revisione PricewaterhouseCoopers SpA, tra le principali a livello internazionale nel settore.
Infine, in merito all’ultima questione posta dal consigliere Pulitanò, ossia sul fatto se il Collegio dei revisori della Fondazione abbia o meno informato l’Autorità di vigilanza, Mezzetti ha dichiarato di non avere informazioni in merito e di non essere “tenuto a conoscere le attività del Collegio dei revisori della Fondazione”.


