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In Emilia-Romagna +1.604 imprese nel 2025: è il risultato migliore degli ultimi tre anni

Nel 2025 in Emilia-Romagna hanno aperto 24.017 nuove imprese a fronte di 22.413 cessazioni. Il risultato è un saldo positivo di +1.604 imprese, per un totale complessivo di 428.845 con sede in Emilia-Romagna. Continua la concentrazione delle imprese in agricoltura, silvicoltura e pesca (-1.065 imprese) e nell’industria (-324 imprese). Saldo positivo per le costruzioni (+607) ed il complesso dei servizi (+2.118). Le imprese si strutturano sempre di più in società di capitali (+3.852).

È quanto emerge dalle elaborazioni di Unioncamere Emilia-Romagna dei dati Movimprese sull’andamento della demografia delle imprese al 31 dicembre 2025 derivanti dal Registro delle imprese delle Camere di commercio.

Aperture e cessazioni di imprese nel 2025

In Emilia-Romagna, nel 2025 le iscrizioni sono risultate 24.017, pari a 566 in meno dell’anno precedente.

Le cessazioni dichiarate sono diminuite ben più decisamente (-1.419) e si sono assestate a quota 22.413, mai così poche negli ultimi tre anni.

Il risultato è un saldo di +1.604 imprese, pari al +0,37%, il più elevato degli ultimi tre anni. Rispetto alle altre regioni limitrofe, il tasso di crescita è stato migliore in Lombardia (+1,41%) e Trentino-Alto Adige (+1,02%), lievemente superiore in Veneto e Liguria (+0,46%) ed in Toscana (+0,43%), mentre è stato più contenuto in Piemonte (+0,29%).

In Emilia-Romagna al 31 dicembre 2025 risultano 428.845 sedi di impresa registrate.

L’andamento per settore economico

Agricoltura

Ha registrato un saldo negativo -1.065 imprese (-2,1% come lo scorso anno). La variazione è stata determinata sia dall’agricoltura (-997, -2%), che dalla più rapida diminuzione nella pesca e acquacultura (-4%).

Industria

Le imprese registrate dell’industria sono scese a 44.126, pari al 10,3% del totale delle registrate, con saldo negativo di -324 imprese industriali, (-0,72%).

Tra i sottosettori della manifattura è cresciuto ampiamente solo quello della riparazione e manutenzione di macchine (+135, +3,3%). Segno lievemente positivo (+4) anche per la sezione della produzione di altri mezzi di trasporto.

Il principale contributo negativo è venuto ancora una volta dalle industrie della moda (-117, -2%), appesantito dalla rapida diminuzione della pelletteria (-42, -5,2%), del tessile (-19, -1,9%).  delle confezioni (-56, -1,4%).

In negativo anche il fondamentale settore della fabbricazione di macchinari e apparecchiature nca (-85, -2,1%), le industrie alimentari (-50, -1%), dell’industria del legno (-42, -2,3%), il settore della fabbricazione di apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche, medicali e di misura (-40, -3,4%).

 

Costruzioni

Anche lo scorso anno il saldo delle dichiarazioni delle imprese delle costruzioni è risultato positivo (+607, +0,9%), anche se più contenuto rispetto all’anno precedente. Al termine del 2025 le imprese registrate delle costruzioni sono risultate 68.551, pari al 16% del totale regionale. L’andamento continua ad essere sostanzialmente determinato dalle imprese che effettuano lavori di costruzione specializzati (+583, +1,1%), che sono quelle più attive nelle ristrutturazioni e nei piccoli interventi.

Servizi

A fine anno le imprese registrate dei servizi sono risultate 251.345 pari al 58,6% del totale regionale. Il saldo delle iscrizioni e cessazioni dichiarate è positivo per +2.118 imprese (+0,8%), risultato che è frutto di andamenti decisamente contrastanti nei settori che ne fanno parte.

Le imprese registrate del commercio si sono ridotte fino a 85.322, ora sono poco meno di un quinto del totale regionale (19,9%). L’andamento negativo è stato determinato sia dal commercio all’ingrosso (-656, -1,9%), che dal commercio al dettaglio (-547, -1,3%).

Al contrario il commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli ha avuto il saldo positivo più consistente registrato dal 2011 (+244 unità, +2,1%).

Gli altri servizi (diversi dal commercio) hanno continuato a crescere (+3.077, +1,9%), le imprese sono salite a 166.023 ed hanno raggiunto una quota del 38,7% del totale. In particolare, sono aumentate decisamente le attività finanziarie e assicurative (+611, +5,8%), l’aggregato del noleggio, delle agenzie di viaggio e dei servizi di supporto alle imprese (+477, +3,3%), le attività immobiliari (+446, +1,4%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+375, +1,9%).

Positivo anche l’apporto dei servizi di alloggio e ristorazione, costituito da 34.468 imprese registrate, pari all’8% del totale, dove sono cresciute sia le imprese dei servizi di alloggio (+235, +4,2%), che le imprese della ristorazione (+125, +0,4%).

Segno positivo anche le altre attività dei servizi (+320, +1,7%) soprattutto grazie alle altre attività di servizi alla persona (+277, +1,7%).

 

L’andamento per forma giuridica

Continua la crescita delle società di capitale (+3.852, +2,9%) a cui si contrappone la rapida riduzione delle società di persone (-1.832, -2,3%). Si è ridotto anche il numero delle ditte individuali (-149, -0,1%). Si concentrano le società costituite con altre forme prevalentemente date da cooperative e consorzi (-31, -1,3%).

















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