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Parità di genere, imprenditrici e professioniste a confronto

Ieri l'incontro "Essere donne, che impresa! Dialogo, immaginari e pratiche da condividere"

©Matilde_Piazzi

Rafforzare l’imprenditoria femminile significa lavorare su più livelli: sulle competenze, sulle condizioni di lavoro, sui dati disponibili e sulle rappresentazioni che ancora influenzano l’accesso e la permanenza delle donne nel fare impresa. Da questa consapevolezza nasce “Essere donne, che impresa! Dialogo, immaginari e pratiche da condividere”, l’incontro che si è tenuto a Bologna mercoledì 28 gennaio negli spazi del DAS – Dispositivo Arti Sperimentali. L’iniziativa ha riunito imprenditrici, professioniste e soggetti attivi sul territorio per confrontarsi su modelli di riferimento, uso dei dati, condizioni di lavoro e costruzione di nuove narrazioni, all’interno del percorso metropolitano per la parità di genere.

L’appuntamento rientra nel percorso “Parità di genere: dialoghi tra istituzioni, imprese e mondo delle associazioni”, promosso nell’ambito del Piano per l’Uguaglianza della Città metropolitana di Bologna, che proseguirà con il prossimo incontro in programma il 26 febbraio (ore 9.30–13.00) all’Opificio Golinelli: “Impresa Comune – Prevenire e contrastare la violenza di genere: un’alleanza tra Aziende, Istituzioni e Centri Antiviolenza”, un momento di confronto rivolto alle imprese sui temi della prevenzione della violenza di genere nei contesti lavorativi e dell’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza (iscrizioni aperte tramite form).

L’imprenditoria femminile non è una nicchia o una politica compensativa, ma una leva strutturale di sviluppo economico, lavoro e autonomia per il nostro territorio. – ha commentato la vicesindaca di Bologna Emily Clancy – Per questo considero particolarmente importante il lavoro che READI intende avviare quest’anno. L’evento di oggi non serve solo a fotografare una situazione, ma a mettere in moto un percorso concreto di cambiamento: un accompagnamento strutturato, fatto di moduli progressivi, workshop, mentoring, strumenti operativi che permettano di passare dall’idea a un output reale – che sia un business model, un pitch di presentazione di una idea, un piano economico”.

Sul palco del DAS è intervenuta Sara Maldina, Area Sviluppo economico e sociale, Città metropolitana di Bologna, che ha ripercorso la nascita e il lavoro della rete READI, attiva dal 2022 per promuovere l’imprenditoria femminile attraverso orientamento, strumenti e collaborazione tra istituzioni e partner del territorio. Ha ricordato il percorso del podcast “Essere donne, che impresa!”, che negli ultimi due anni ha raccontato storie e modelli diversi di impresa per diffondere una cultura d’impresa più accessibile e ispirante. L’intervento ha inoltre inquadrato l’evento come tappa di un percorso più ampio: non solo momento di confronto, ma punto di partenza per i percorsi di accompagnamento che READI attiverà nel 2026.

La parola è passata poi a Lucia Chierchia, Managing Partner di Gellify, che ha proposto una riflessione sul percorso professionale delle donne a partire da alcune parole chiave: scelte, autenticità, empatia, competenze e superamento dei falsi miti sui contesti di lavoro. Ha invitato a vivere le decisioni in modo dinamico, valorizzando unicità e capacità relazionali come risorse, e a non tacere di fronte a atteggiamenti maschilisti.

Infine, Linda Serra, CEO di Work Wide Women ha riflettuto sul valore e sulle ambivalenze dell’espressione “impresa femminile”, invitando a non ridurla a un’etichetta, ma a riconoscerne la qualità e la solidità. Ha sottolineato come la leadership delle donne, fondata su ascolto, valorizzazione delle persone e visione di lungo periodo, contribuisca a generare imprese più resilienti e capaci di creare valore nei territori; allo stesso tempo ha richiamato le maggiori aspettative e le prove aggiuntive che le donne devono spesso affrontare nel fare impresa, ribadendo che l’impresa, al di là delle definizioni, resta un progetto economico che richiede competenza, impegno e responsabilità.

 

Un workshop per quattro temi cruciali 

Uno dei tavoli di lavoro verticali ha affrontato il tema dei modelli di riferimento nell’imprenditoria femminile. Il confronto, condotto e “facilitato” da Linda Serra, ha messo in evidenza quanto sia ancora necessario ampliare il racconto pubblico dell’impresa delle donne, rendendo visibili percorsi diversi, forme di leadership non stereotipate e traiettorie che possano essere riconosciute come praticabili, soprattutto dalle generazioni più giovani.

Un secondo gruppo di lavoro, coordinato da Giorgia Cossovel, si è concentrato sul tema dei numeri: come leggere i dati sull’imprenditoria femminile e, soprattutto, come produrne di nuovi. Il focus non è stato solo quantitativo, ma legato alla possibilità di passare da informazioni generiche a dati contestualizzati, utili per orientare politiche, servizi e decisioni, pubbliche e private.

Un altro ambito di confronto ha riguardato il benessere psicofisico, osservato come elemento strutturale del lavoro imprenditoriale. Il tema è stato affrontato dalla facilitatrice Anna Maria Riva in una prospettiva ampia, che supera la dimensione individuale e richiama l’organizzazione dei tempi, la gestione delle responsabilità e le condizioni complessive in cui si lavora e si vive.

Il quarto tavolo del workshop, con Azeb Lucà Trombetta a facilitare, ha aperto una riflessione su identità e immaginari legati all’imprenditoria femminile. In assenza di una lunga tradizione riconosciuta, oggi si sta scrivendo una narrazione nuova, che incide sulle scelte, sulle aspettative e sulla percezione stessa dell’impresa come spazio possibile anche per le donne.

 

Un lavoro che prosegue

L’incontro ha rappresentato un momento di lavoro condiviso all’interno di un percorso più ampio, che punta a rendere l’imprenditoria femminile sempre più riconoscibile, accessibile e sostenibile nel tempo, contribuendo a ridurre un divario che ha radici storiche e culturali prima ancora che economiche.

È intervenuta per dei saluti conclusivi Rosa Grimaldi, delegata alla promozione economica e attrattività, innovazione, imprese e start up, industrie culturali e creative, impatto del tecnopolo, che ha ribadito la centralità del tema dell’imprenditorialità femminile nelle politiche locali, in raccordo con Bologna Innovation Square e con le azioni promosse a livello metropolitano, nazionale ed europeo. Ha richiamato la necessità di rafforzare competenze ed empowerment delle donne nei percorsi di autoimprenditorialità, segnalando la presentazione di un nuovo progetto europeo dedicato a formazione e strumenti innovativi, anche basati sull’intelligenza artificiale, a supporto della progettazione d’impresa. Ha inoltre sottolineato il ruolo della rete READI come spazio di confronto e connessione con opportunità e politiche attive, invitando a partecipare anche ai processi di consultazione europei sulle misure per l’imprenditoria femminile.

 

Essere donne, che impresa! Dialogo, immaginari e pratiche da condividere è un evento realizzato da READI e BIS-Bologna Innovation Square, Città metropolitana e Comune di Bologna, con il contributo tecnico di Comunicattive e Kitchen.

L’evento rientra all’interno del percorso “Parità di genere: dialoghi tra istituzioni, imprese e mondo delle associazioni nella cornice del Piano per l’uguaglianza della Città metropolitana di Bologna” ed è stato realizzato con il supporto della Regione Emilia-Romagna.

















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