L’export rimane uno dei pilastri dell’economia della provincia di Modena, a conferma del forte orientamento internazionale del sistema produttivo locale e della qualità, apprezzata nel mondo, delle eccellenze prodotte dalle nostre imprese. Una conferma che arriva direttamente anche dall’ufficio studi Lapam Confartigianato che ha analizzato i dati delle esportazioni per l’area nei primi nove mesi del 2025.
Complessivamente, l’export dei prodotti manifatturieri vale per la provincia di Modena quasi 13,4 miliardi di euro. Il comparto della meccanica si conferma nettamente il principale settore esportatore per la provincia. Il valore delle vendite all’estero risulta di gran lunga superiore rispetto agli altri comparti, rappresentando oltre la metà dell’export complessivo. Accanto alla meccanica, mantengono un peso rilevante anche la ceramica e l’alimentare, seppur con valori più contenuti. Altri comparti, come moda, mobili e prodotti delle altre industrie manifatturiere, contribuiscono in modo più limitato in termini di valore assoluto, ma restano strategici per la tenuta complessiva del tessuto produttivo. Scendendo nel dettaglio, per l’area modenese l’export della meccanica vale quasi 8 miliardi di euro, di cui 4,5 miliardi di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, in crescita del 3,4% rispetto ai primi 9 mesi del 2024, e 2,9 miliardi di macchinari, in calo del 5,1%. Seguono per valore i prodotti delle ceramiche, con un valore di oltre 2 miliardi di euro, in tenuta (+0,4% nei primi nove mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024), e alimentari, con un valore di oltre 1,6 miliardi di euro e in crescita dell’11,6%. Dal punto di vista geografico, i principali Paesi di destinazione restano Stati Uniti, Germania e Francia. La provincia di Modena esporta il 52,2% dei suoi prodotti nei mercati extra UE, mentre il restante 47,8% nei mercati UE. Nei primi nove mesi del 2025 la provincia di Modena ha esportato prodotti negli Stati Uniti d’America per un valore di oltre 2 miliardi, in calo rispetto allo stesso periodo del 2024 del 7,2%: gli USA rimangono comunque il primo mercato di riferimento per l’export provinciale. Crescono rispettivamente del 4,3% e del 5,7%, invece, le esportazioni verso Germania e Francia, che toccano valori di 1,6 miliardi e 1,3 miliardi di euro.
«I dati del nostro ufficio studi – commenta Daniele Mazzini, presidente Lapam Confartigianato – restituiscono nel complesso l’immagine di un sistema produttivo in tenuta. Tuttavia, emergono alcuni elementi di attenzione: la forte concentrazione su pochi settori e su alcuni mercati rende il territorio più esposto a shock esterni. Per le imprese la sfida è duplice: consolidare le posizioni sui mercati storici e, allo stesso tempo, diversificare prodotti e destinazioni. In quest’ottica, è positivo l’accordo di libero scambio UE–Mercosur che apre nuove opportunità per l’export italiano: si tratta di un’occasione storica per il Made in Italy e per l’artigianato, anche se l’Europa deve garantire condizioni di reale equità tra i diversi tessuti produttivi, valorizzando il ruolo delle Pmi, che sono il cuore dell’economia italiana, con strumenti dedicati: credito, garanzie, formazione e servizi di supporto all’internazionalizzazione».


