Sport e autostima è il progetto formativo rivolto agli operatori sportivi promosso dall’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia, in stretta collaborazione con la Fondazione per lo sport del Comune di Reggio Emilia.
Le profonde trasformazioni dell’età evolutiva e adolescenziale, con ricadute sulla percezione che i giovani hanno di sé, devono essere osservate anche nell’ambito della pratica sportiva che, per sua natura, coinvolge fisico e psiche.
Inserito nell’area della promozione della salute dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia, il progetto è proposto dal Servizio di Medicina dello Sport e Prevenzione Cardiovascolare e dal Servizio Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione. A dare il via sarà un questionario indirizzato a coloro che a ogni livello operano in società sportive del territorio e sono a contatto con atleti adolescenti.
La raccolta dei dati, appena iniziata, aiuterà a sondare il grado di interesse verso queste tematiche da parte di chi accompagna ragazzi/e nei percorsi di crescita, con l’obiettivo di condividere spunti di riflessione sugli stereotipi di genere, sugli ideali legati all’aspetto fisico veicolati da media e social, sul peso della performance sportiva.
“Lo sport dovrebbe mettere in contatto gli atleti con il proprio corpo, oltre che con la propria capacità di focalizzare l’attenzione su un determinato obiettivo, seguire regole e disciplina, sviluppare socialità anche attraverso l’essere parte di un gruppo, così da valorizzare abilità e caratteristiche personali” spiega il dott Gianni Zobbi Responsabile Medicina dello Sport e Prevenzione Cardiovascolare “La fiducia nel proprio aspetto fisico apre possibilità, il tenersi in forma migliora i risultati scolastici e le relazioni familiari e amicali.”
“Tanti giovani si focalizzano ossessivamente su diete ipocaloriche, bellezza fisica e controllo del peso corporeo. Questo approccio può portare a forme tossiche di disagio che si riversano sul regime alimentare e impattano sull’autostima, sulla salute mentale e sul benessere fisico” spiega la dott.ssa Anna Maria Gibin Responsabile Centro Disturbi del Comportamento Alimentare.
“Ricevere o fare commenti positivi e/o negativi sull’aspetto e sulla prestanza, rimanendo concentrati solo sull’apparire, può influenzare la percezione di sé e indurre a svalutare i propri valori, interessi e azioni. Il questionario ci aiuta a rilevare i bisogni formativi nelle diverse discipline seguite da bambini e ragazzi, perché riconoscere e rapportarsi con eventuali disturbi legati all’autostima e alla corporeità è un passaggio fondamentale” conclude la dott.ssa Barbara Ilari, specialista ambulatoriale di Medicina dello Sport e Prevenzione Cardiovascolare.


