Valori e azioni possibili per promuovere i diritti dei bambini e delle bambine nei contesti mafiosi, “bambini invisibili”, molto spesso, per la società, le istituzioni, le famiglie stesse. È il tema al centro della ricerca di Faustino Rizzo, dottore Reggio Childhood Studies e assegnista di ricerca nel Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata dell’Università degli Studi di Padova.
La ricerca, nata a Reggio Emilia nel contesto del dottorato di Desu – Unimore e Fondazione Reggio Children, e sviluppata a Reggio Calabria, ora è un libro “Il lavoro socioeducativo nei contesti mafiosi. L’intervento con i bambini e le famiglie”, pubblicato da Carocci editore, che verrà presentato al Caffarri in via Goia 4, mercoledì 21 gennaio alle ore 18 per presentare il libro nato dalla sua ricerca.
L’incontro è organizzato da Fondazione Reggio Children in collaborazione con Dipartimento Educazione e Scienze Umane dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Libera Reggio Emilia, con accesso libero fino a esaurimento posti.
Durante l’incontro, Faustino Rizzo dialogherà con Sofia Lo Mascolo, co-referente di Libera Reggio Emilia. L’evento sarà introdotto da Carla Bagnoli, Coordinatrice del Corso di Dottorato in Reggio Childhood Studies e Cristian Fabbi, Direttore di Fondazione Reggio Children, e si concluderà con l’intervento di Annamaria Contini, Direttrice del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Gli studi di Faustino Rizzo riguardano l’educazione familiare, le condizioni di vulnerabilità e la promozione dei diritti dell’infanzia. Con la ricerca condotta da Reggio Emilia ha avuto l’opportunità di sviluppare ulteriormente l’esperienza educativa nata nella città. Il libro “Il lavoro socioeducativo nei contesti mafiosi. L’intervento con i bambini e le famiglie” propone uno sguardo nuovo sui contesti segnati dalla criminalità organizzata, che gli è valso il Premio Save the Children Under 35 per la ricerca. Protagonisti sono bambine e bambini e quella condizione che qui viene definita “vulnerabilità mafiosa”: una forma specifica di vulnerabilità che attraversa la vita familiare, comunitaria e scolastica, generando rischi ma anche opportunità di cambiamento. Come intervenire con i figli di chi è coinvolto in reati di mafia? A guidare il percorso proposto dall’autore sono i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, assunti come bussola per progettare il lavoro con i bambini e le famiglie. Attraverso esperienze e riflessioni, l’autore racconta un approccio fondato su tre assi principali — promozione, prevenzione e protezione — guidato dai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.


