Fatti di cronaca gravi ed episodi più ordinari, ma non più sporadici, di spicciola sopraffazione stanno creando allarme e tensioni anche tra gli utenti e i lavoratori delle ferrovie dell’Emilia-Romagna. Il nostro territorio è attraversato dalla linea ferroviaria Vignola-Bologna utilizzata, per lo più, da studenti e pendolari.
Da quando il centro commerciale Gran Reno e le attività limitrofe, che hanno una fermata in zona, sono diventati un considerevole polo di attrazione, si sono, purtroppo, innescati anche fenomeni che nulla hanno a che vedere con lo shopping e lo svago e che stanno avendo riflessi, a caduta, anche sulle stazioni ferroviarie intermedie. Gruppi di giovani, spesso rumorosi e maleducati, facendo leva sul loro numero rispetto ai viaggiatori solitari, si permettono di sbeffeggiare altri utenti e gli addetti al servizio. Le istituzioni competenti hanno subito reagito.
L’interlocuzione tra gli Enti locali sul cui territorio corre la tratta ferroviaria è continua e, anche a Vignola e Savignano, la presenza delle forze dell’ordine è diventata più visibile. Non sottovalutiamo, comunque, l’allarme rilanciato dalle associazioni degli utenti e da un sindacato dei lavoratori, soprattutto dopo quanto accaduto alla stazione di Bologna. Visto che tra le proposte di azioni da mettere in campo, è stata elencata anche la possibilità di prevedere Daspo urbani ai viaggiatori più molesti, vogliamo ricordare che l’Unione Terre di Castelli, nel proprio regolamento di Polizia Urbana, già prevede questa fattispecie.
Il Daspo urbano è entrato in vigore il 1° settembre del 2021, proprio su sollecitazione della sindaca di Vignola Emilia Muratori, allora assessora con delega alla Sicurezza nell’Unione. Si tratta di uno strumento a disposizione di tutte le Forze dell’ordine che dà la facoltà di allontanare dal territorio soggetti che hanno avuto comportamenti molesti. La misura sanziona la condotta di chi ostacola l’accesso e la libera fruizione da parte dei cittadini di determinati luoghi pubblici, come appunto le autostazioni o le stazioni dei treni.
A Vignola è già stato applicato nell’area della stazione delle autocorriere. Si tratta naturalmente di una misura che va applicata con le modalità e nei casi previsti dalla legge e concordata con la Questura, ma nelle stazioni ferroviarie di Vignola e Savignano sul Panaro è uno strumento attuale, già a disposizione anche della Polizia ferroviaria.


