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Arte internazionale al Castello di Spezzano

Sabato 19 aprile, alle ore 16.30, a cura dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Fiorano Modenese, al Castello di Spezzano saranno inaugurate la mostra antologia di Sergio Bizzarri “Una vita nel colore” e la mostra personale dello scultore Karel Zijlstra. Rimarranno aperte fino a domenica 4 maggio, ogni sabato e domenica dalle ore 15 alle ore 19.

Sergio Bizzarri nasce a Spoleto il 4 giugno 1931, orfano a 13 anni, interrompe gli studi convenzionali continuando comunque lo studio della musica, suona il violoncello, mentre dedica il suo tempo libero al disegno, sua grande passione. A diciotto anni entra nell’orchestra del Teatro Sperimentale di Spoleto e coltiva la passione per la pittura frequentando il pediatra Felice Fatati, pittore, decidendo poi di dedicarsi solo alla pittura.
Durante gli anni cinquanta partecipa alla scapigliata vita del gruppo di artisti romani via Margutta e di Trinità dei Monti, saltuariamente anche a quella milanese, tanto che nel ’62 espone insieme a Manzoni ed altri da Pino La Parete. Il 1958 è l’anno della prima edizione del Festival dei Due Mondi e Bizzarri tiene la sua prima mostra personale inaugurando la stagione delle “cantine” come gallerie d’arte. Una sorta di contorno artistico alla manifestazione in cui l’attenzione viene spostata sulle arti visive. Da questo momento inizia a dimostrare quello spirito d’iniziativa che lo farà diventare una delle figure più vive e creative della cittadina umbra. Pur cambiando vari studi e gallerie, da allora sarà sempre presente nelle varie edizioni del Festival. Nel 1961 Bizzarri esce dalla sua Spoleto con la prima mostra personale presso la Galleria l’Incontro di Arezzo. Inizia così la sua lunghissima serie di mostre personali che lo porteranno nelle grandi Città Italiane, da Milano a Taranto, da Lucca a Roma, da S. Benedetto a Bari, da Firenze a Napoli ecc. e in tanti più piccoli centri dell’Italia centrale e meridionale.
Nel 1967 espone a Parigi alla Galerie Véndôme pieno del sacro fuoco dell’arte nuova, ma deluso dagli atteggiamenti codini italiani che purtroppo ritrova anche a Parigi, abbandona l’informale e si ritira in un vecchio castello del 1100 a Montebibico, piccolo paese di montagna punto di arrivo di una scomoda strada, dove non c’è neppure il telefono. Con la nuova, ma sempre consequenziale pittura, Bizzarri alternerà poi le sue personali in Italia con personali all’estero, esponendo a Malta, in Germania, Svizzera, Canada, Ucraina, Giappone e Olanda. Nel 1992 in collaborazione con il Comune di Ancona e la Regione Marche organizza un’imponente Mostra Antologica, nello storico Palazzo degli Anziani di Ancona, dal titolo: “Bizzarri – 40 anni di pittura dall’informale al figurativo” presentata in un catalogo dal Critico Dario Micacchi. Nel 2008 con il patrocinio degli Assessori alla Cultura della Provincia di Perugia, della Regione Umbria e della Città di Spoleto tiene finalmente nella sua terra, a Perugia, nei maestosi locali della Rocca Paolina, un’antologia con 121 opere dal titolo : “Opere dal 1944 al 2007” presentata dal Critico Carlo Ponti.

Altri esseri umani hanno abitato da sempre in questo mondo; questo fatto ha incuriosito lo scultore olandese Karel Zijlstra, nato nel 1958, fin dalla sua infanzia. In migliaia di anni gli uomini si sono sviluppati da bestiali creature in esseri umani spirituali. La mancanza di conoscenze scientifiche li ha indotti a credere in divinità e miracoli, la vita è stata spiegata e resa sopportabile dalla narrazione, dal racconto. Persone riunite in segrete associazioni hanno ricercato la verità dietro la dura realtà predicata da re e sacerdoti.
L’evoluzione umana è il principale tema del percorso artistico di Zijlstra. Fu ispirato dai celti, venuti da oriente attraverso l’Olanda, la Scandinavia e Inghilterra, verso l’Irlanda. Le sue statue tendono all’altezza, alla spiritualità, le sue figure non mostrano i piedi, quasi si innalzassero come divinità fuori dalle nebbie sottili della terra irlandese; la loro spiritualità li rende quasi inattaccabili.
Queste slanciate ed introverse figure sono state spesso paragonate ai guerrieri Masai o alle divinità egizie. Giustamente secondo l’artista, perché la sua ricerca di origine, genesi e futuro del genere umano è universale e abbraccia tutti i popoli e tutte le culture.
Karel Zijlstra ha studiato all’Accademia di Disegno Industriale di Eindhoven. Dal 1989 si è applicato totalmente alla scultura. In questo periodo ha scoperto la letteratura medievale e celtica.
La leggenda di Re Artù, del Santo Graal, il Percival e miti e leggende gaelici hanno ispirato le sue figure in bronzo apparentemente senza peso.
I bronzi di Zijlstra sono modellati in cera e poi in bronzo, con il metodo a cera persa.
Mostre in Olanda, Belgio, Germania, Francia, Spagna, Portogallo Italia e Stati Uniti d’America.

















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