Entro il 3 ottobre i comuni della provincia di Modena, così come tutti i comuni d’Italia, hanno deliberato sulle modalità con cui intendono assumere le funzioni catastali. Fino ad oggi non ci sono comunicazioni ufficiali e le amministrazioni non
si sono attivate per coinvolgere le organizzazioni sindacali in un confronto necessario, oltre che dovuto.
Se a partire dal 2008, i Comuni dovessero assumere tutte le funzioni consentite dalla legge, compreso l’accertamento di tutti gli immobili,
questa scelta comporterebbe un significativo incremento di costi.
Dal convegno nazionale promosso dall’Anci il 9 luglio scorso a Milano, è emerso infatti che il decentramento costerà a regime ad ogni singolo
cittadino italiano 2,50 euro all’anno, oltre al costo della gestione diretta del personale, ai costi iniziali di 24 milioni di euro per impianti, 41 milioni di euro per costi di gestione e 12 milioni di euro per
costi vari che ricadranno inevitabilmente sulle spalle della comunità.
I cittadini devono sapere che la stessa normativa, in alternativa, prevede che i Comuni, pur diventando legittimi titolari delle funzioni catastali,
possono convenzionarsi gratuitamente con l’Agenzia del Territorio per un periodo decennale rinnovabile. Tale convenzione, pur trasferendo le competenze ai Comuni, compresi gli indirizzi operativi e strategici, lascia la gestione di tutte le funzioni catastali all’Agenzia del Territorio,
fermo restando per i Comuni la possibilità di accesso ai dati tramite “il portale per i Comuni” e l’apertura di uno sportello informatico presso le
sedi comunali – a costo zero – come da tempo avviene a Finale Emilia e a Pavullo.
Qualora i Comuni, invece, decidessero di assumere tutte le funzioni catastali consentite dalla legge, opererebbero la scelta economicamente più onerosa.
Il personale dipendente dell’Agenzia del Territorio potrebbe essere trasferito ai Comuni soltanto su base volontaria e quindi qualora ciò non
avvenisse, i comuni si troverebbero nella condizione di assumere nuovo personale per svolgere tali funzioni.
C’è da chiedersi da quale fonte le amministrazioni reperirebbero le risorse necessarie per la gestione delle funzioni catastali: facendo pagare ai
cittadini le visure catastali che attualmente l’Agenzia del Territorio rilascia gratuitamente? E quali vantaggi ci sarebbero per i cittadini? In
pratica a chi giova il decentramento catastale?
L’obiettivo dei rappresentanti sindacali non è quello di ostacolare il processo di decentramento catastale, tutt’altro anche perchè esiste già una
legge che lo rende possibile, ma sarebbe quanto meno opportuno che le amministrazioni locali – prima di assumere una scelta complessa e dagli
esiti incerti – si confrontassero con le Organizzazioni Sindacali su aspetti connessi al buon funzionamento del servizio, nel rispetto
dell’interesse primario dei cittadini e salvaguardando i diritti e le professionalità delle lavoratrici e lavoratori dell’Agenzia del Territorio.
Pertanto, considerato che esistono ancora le condizioni per organizzare ilservizio senza aumentarne i costi, la FP/Cgil Le i rappresentanti sindacali unitari dell’Agenzia del Territorio ritengono necessario che venga attivato
al più presto un confronto sull’organizzazione dei servizi catastali per far sì che il processo di decentramento costituisca un’evoluzione della
Pubblica Amministrazione e non si traduca in un ulteriore servizio oneroso per i cittadini modenesi.


