Non ha sortito alcun effetto il tentativo di conciliazione della Prefettura di Modena tra i sindacati del pubblico impiego Fp-Cgil, Fp-Cisl, Csa-Fiadel, Diccap-Sulpm e le amministrazioni comunali dell’Unione Terre dei Castelli e dell’Azienda servizi alla persona “G. Gasparini” di Vignola.
Tema del contendere, lo ricordiamo, è il mancato rispetto di un accordo sindacale firmato nel novembre 2005
“Anche in questa circostanza – affermano Anna Paragliola (Cgil), Marianna Ferruzzi (Cisl), Paola Santi (Fiadel) e Federico Coratella (Sulpm) – i rappresentanti delle amministrazioni pubbliche si sono dimostrati irremovibili nel non voler utilizzare, per lo sviluppo di carriera dei dipendenti, la valutazione già effettuata sull’anno 2005. Sono determinati a fare ex- novo una diversa scheda di valutazione. A questo punto non ci rimane che ufficializzare la proclamazione dello stato di agitazione e il blocco del lavoro straordinario di tutti i dipendenti dell’Unione Terre di Castelli, dei Comuni aderenti a essa, dell’Asp G. Gasparini”, e attuare iniziative di lotta e sensibilizzazione della cittadinanza”.
Secondo i sindacati anche di fronte al viceprefetto è apparsa evidente la volontà della delegazione di parte pubblica di gestire la valutazione in modo arbitrario e legato non tanto al riconoscimento dei meriti individuali, come auspicato dai rappresentanti dei lavoratori, quanto all’assoluta discrezionalità nell’assegnazione delle progressioni economiche.
“Tutto questo tradisce lo spirito e la sostanza di un accordo che era nato con ben altri propositi e indigna i lavoratori degli enti coinvolti, che si riuniranno in assemblea nella mattinata di dopodomani – venerdì 8 giugno – al fine di stabilire le forme di lotta da attuarsi. Le organizzazione sindacali e le Rsu si scusano fin d’ora per i disagi eventualmente causati ai cittadini, ma la battaglia per una pubblica amministrazione efficace ed efficiente passa attraverso l’eliminazione di tutte le dinamiche poco trasparenti che potrebbero nuovamente verificarsi”.
Fp-Cgil, Fp-Cisl, Csa-Fiadel, Diccap-Sulpm ribadiscono di volere un sistema che premi i meriti di chi lavora seriamente e con impegno al servizio del cittadino e confermano che non accetteranno abusi o distorsioni del meccanismo faticosamente concordato nemmeno due anni fa.









